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QUALE SORTE CI TOCCHERÁ?

In un tempo di pandemia è lecito interrogarsi sugli innumerevoli intrighi che vanno arrovellandosi di ora in ora. Quali sono le norme che regolano la vita dei senzatetto di per sè già tribolata, allo stremo della dignità?
Gelide le notti, fanno accapponare la pelle dal profondo le zaffate di vento incessanti. Nei ricordi di bambina li rivedo nelle grandi stazioni ferroviarie ammassati quasi uno sopra l’altro, vestiti di stracci e di vecchi giornali dai titoli strampalati. Quali le norme che “oggi“ regolano la loro vita? Per gli stessi è previsto il distanziamento di un metro? Il coprifuoco dalle 22 alle 5? Limiti ed obblighi? Opportunità di “uscire” senza il pericolo d’inceppare in sanzioni?
Molti di loro sopravvivono grazie ad un pasto caldo al giorno donato dalle congreghe cristiane… Anche per queste ultime vige l’obbligo di non dispensare vivande per evitare contagi? La loro morte sarebbe un sollievo sociale, di una piaga da troppo tempo combattuta e mai vinta? Come con i disabili? Gli emarginati? Gli anziani? I senza parola?
Di questi “poveri diavoli” nessuno ne parla, dimenticati nella dimenticanza si fanno ombre sfumate. Anno nuovo, norme vecchie: a breve l’Italia, la nostra bella Italia, si vestirà di colori sgargianti secondo parametri non sempre dettati da logica. Quale sorte toccherà a noi, popolo, ultime pedine di un gioco bizzarro e bislacco?

Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste

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