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POVERTÀ

La vera povertà non è una questione materiale, non riguarda affatto solo e unicamente il tenore di vita. La vera povertà è altra, riguarda la dignità, l’essenza dell’umana esistenza.
Crea senso di frustrazione e la cosa peggiore è che ti fa sentire inutile, un peso, un fardello difficile da sopportare da tutti, dalle persone conosciute e sconosciute, dallo Stato e da sè stesso.
E se capita che in questa situazione si trova qualcuno che non è protetto da un insieme di pelli di elefante, rinoceronte e ippopotamo, che ha la disgrazia di possedere una sensibilità in eccesso, ecco che la malattia viene a bussare alla porta della sua vita.
La disuguaglianza è la cosa più giusta e naturale che si possa immaginare, è esistita da quando è nato il mondo, non può essere eliminata. Abbiamo assistito a tutti quei tentativi sociali e politici che ebbero effetto contrario e ci convinsero solo nel fatto che la strada verso l’inferno è lastricata di buoni intenzioni.
Si tratta di altro. Quando uno si trova sprofondato in basso, quando l’unico posto che lo può accogliere è la strada, l’unico tetto il cielo, cambia la prospettiva. E’ un silenzio pieno di grida, un vuoto colmo di dolore e un infantile stupore che cristallizza nella domanda pungente: Perché? Dove ho sbagliato? Che cosa ho fatto di così inaccettabile, imperdonabilmente grave da essere punito ancora in vita?
Perdere l’indipendenza economica equivale alla perdita del proprio valore di persona creata su immagine di Dio. Uno si sente perso, smarrito, senza meta, senza prospettiva e senza voglia di vivere. Almeno lo spirito umano non ha bisogno di un tozzo di pane, né di un tetto sopra la testa.
Darina Naumova

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