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Poveri nipoti di Fantozzi

Non penso di essere il primo a dire che i primi due Fantozzi sono capolavori del cinema italiano, e a pensare che Fantozzi sia la maschera-personaggio che meglio incarna un modo di essere italiano, per quanto anacronistico oggidi’. Fantozzi è l’Italiano medio degli anni 60 e 70. Negli 80 era già una cosa ridicola e sorpassata. A molti coetanei di Fantozzi i film non facevano affatto ridere, anzi.
Perchè rivedevano se stessi e quelli come loro, e non lo trovavano divertente.
Ora l’Italianomedio è un’altra cosa, anzi forse non c’è più, essendo stata falcidiata quella “classe media” (le “persone perbene”) che aveva un misurato e composto benessere conquistato negli anni 60.
Ora la forbice è fra Ricchi, sempre più arroganti e snob, e Neoproletari (nell’accezione di Tommaso Labranca) sempre più in affanno nel vedersi senza futuro e senza neanche un presente, spesso. A meno di accodarsi come pesci-pilota all’ombra di squali e balene, per mangiarne le briciole, per godere di qualche pseudo-privilegio e qualche ingiustizia.
Ai miei figli non posso più trasmettere quel Senso che avevano trasmesso alla mia generazione: comportati bene, studia, prendi un pezzo di carta (o sgobba duramente), e avrai un futuro decoroso. I miei figli hanno già capito che se non sei ricco di famiglia non vai da nessuna parte solo con serietà, impegno, merito, onestà. E se ne andranno in un Paese normale. E pazienza se il clima sarà brutto e il cibo scadente. In Italia ci verranno in vacanza e a Natale, perchè dell’Italia da rimpiangere ci sono solo il clima e il cibo.
Paolo

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