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PONTE SAN PIETRO: UNA MESSA EMOZIONANTE DEDICATA A DON BOSCO

Oggi, 31 gennaio è stata celebrata la memoria di Don Giovanni Bosco. Ho sempre considerato Don Bosco e Don Milani come una specie di Makarenko per il sistema pedagogico Occidentale.
Non ho visto la chiesa così gremita di gente e la messa si è svolta con la partecipazione dei bambini. Ogni classe ha preparato un oggetto e il Parroco costruiva il suo sermone prendendo l’oggetto come punto di riferimento e di riflessione.
I più piccoli, quelli nati dopo il 2006 hanno presentato un pallone, spiegando che la vita deve essere vissuta in squadra, come il gioco di pallone, perché da soli non si può raggiungere nessun obbiettivo e che quindi è indispensabile creare relazioni di sostegno e di collaborazione. La gioia può essere raggiunta solo insieme agli altri e mai da soli. Il sacerdote si è soffermato sulle parole di don Bosco a riguardo dell’allegria menzionando due bellissimi pensieri:
1/ Il Male ha paura della gente allegra e gioiosa.
2/ Dopo l’amore, la gioia è la seconda cosa più bella che Dio ha creato.

La seconda classe ha presentato un cartello su cui erano disegnate orme. Il significato spiegato da un bambino era il seguente: lavorando insieme ognuno lascia le proprie impronte, segno della strada percorsa. Queste impronte sono testimonianza della fatica quotidiana e della gioa per i risultati raggiunti insieme. Il sacerdote ha aggiunto che, ci sono segni che devono essere cancellati, che sono gli sbagli e in questo ci aiutano gli altri, i volontari, gli educatori, ma la cosa più importante è imparare a correggere da soli i propri errori e tentare di superarli.
La terza classe ha presentato un paio di scarpe sportive. Il significato della loro scelta è stato quello di andare sempre avanti usando il massimo delle proprie forze, perché la strada spesso è in salita e allora ci servono scarpe adatte, che ci portano lontano.
Il prete ha aggiunto una frase di don Bosco: “Camminate sempre con i piedi a terra ma con il cuore volto verso il cielo. Se il nostro sguardo non è rivolto all’alto, il cammino non serve a niente, perché il vero cammino non sono le distanze trascorse ma quello che ci porta veramente lontano, è il cammino rivolto verso noi stessi”.
La quarta classe ha portato un pezzo di Lego.
Una ragazza ha giustificato la loro scelta esprimendo questo pensiero:
-Noi costruiamo insieme, ognuno ha qualcosa da aggiungere, anche la parte apparentemente più insignificante può essere importantissima e può avere un immenso valore.
Il sacerdote ha completato:
-Non ci sono persone inutili e incapaci, anche se qualcuno pensa di non essere in grado di fare nulla. Se tu non puoi fare altro puoi almeno fischiare, vero? Allora unisciti a noi, si comincia dalle cose piccole, facili, così si cresce facendo piccoli passi. Importante è camminare.
Oltre tutto il pezzo di lego era trasparente perché i risultati si vedono e si applicano nella vita reale.

Infine, la quinta classe ha presentato due oggetti, un thermos e una tazza. Il thermos rappresenta l’atmosfera nell’oratorio prima del covid, quando ci si univa, si stava insieme facendo il proprio percorso di vita. Percorso che include, l’accoglienza, la fratellanza, l’amicizia, l’amore. Ogni tazza portava diverso colore e tutti insieme rappresentavano un vero arcobaleno di splendidi e meravigliosi colori. Il sacerdote ha aggiunto un pensiero di don Bosco:
-La vera educazione è quella che si fa con cuore.
I ragazzi hanno lasciato intorno alla scultura di questo grande pedagogista diversi fiori elaborati da loro, espressione della loro creatività.
Oltre i fiori hanno lasciato cuoricini di carta, una vera catena di Amore, visi sorridenti, espressione dell’allegria che ognuno deve portare durante il cammino della vita: barche a vela, simbolo della forza che viene dallo Spirito della Verità che spinge la vita umana nel mare dell’esistenza e i più piccoli, pane e vino per allestire la mensa.
Osservare tutti questi bambini che si avvicinavano con prudenza e attenzione per appoggiare i propri doni vicino alla Croce è una sensazione che ti lascia senza fiato, che non si può esprimere con parole, si deve solo vedere con gli occhi e percepire con il cuore.

“Primule”

Sono a un passo dagli occhi i colori
basta lacerare la coltre di nebbia
e non devi aspettare la primavera
sbocciano in ogni stagione
senza eccezioni
i più bei fiori,
quelli nel cuore.

Darina Naumova

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