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PIETRO MALAGNINI (Lonato 13/12/1936 – Desenzano 13/12/2013)

Stima, affetto, considerazione per Pietro Malagnini, (Lonato 13/12/1936 – Desenzano 13/12/2013) giornalista, manager, poeta, fratello, padre e sposo che per molti anni ha dedicato larga parte del suo tempo libero alla direzione della sezione lonatese dell’associazione nazionale dei fanti.


È rimasto nel cuore, non solo di amici e parenti ma anche a tantissime persone che per motivi di lavoro o per l’associazione d’arma di cui faceva parte l’hanno incontrato e conosciuto….Signore, oltre che nel suo aspetto, così raffinato e gentile anche nelle sue maniere, nel suo comportamento quotidiano, in ogni suo atteggiamento.

Rispettoso, attento, al decoro in ogni sfumatura.
Una persona garbata che oggi come oggi, diviene un’eccezione, e rischia d’essere considerata d’altri tempi, perché inserita temporalmente, in un secolo, caratterizzato da una bassa considerazione, e da una scarsa importanza data all’educazione, nella comune vita civile.


A otto anni dalla morte, si parla da tempo, di ricordarlo dedicandogli una via o una piazza, per rendergli il dovuto omaggio. Seppure, nella sua città nativa, già esista una strada, che porta il nome di Luigi Malagnini, un congiunto della famiglia paterna.
Sembra ieri, quel venerdì, 13 dicembre 2013, quando i suoi affezionati e familiari gli hanno rivolto l’ultimo saluto.
Molte sono state le visite alla camera ardente dell’ospedale di Desenzano.
Ristrette invece le presenze al rito funebre, celebrato dal parroco nella Basilica di San Giovanni Battista, a Lonato del Garda, nelle prime ore pomeridiane, di lunedì 16 dicembre 2013.


Hanno presenziato oltre alla moglie, Maria Teresa, e alla figlia, Rosanna, i fratelli Armando, con la compagna milanese, Mariolina e Umberto, che a causa di un incidente di caccia si è presentato sulla sedia a rotelle, non potendo più camminare, accompagnato al cimitero, locale dai due figli, Alessandro e Giovanni, il cugino paterno, Gianfranco, la cugina materna, Marisa, conosciuta a Lonato come la nuora del generale Marziale Cerutti, il cugino Corrado, con la moglie, il cognato Renato, Caterina Chincarini con il marito Lino Zanusso, l’affezionata coetanea cugina materna della vedova Malagnini, della sig.ra Maria Teresa.


Massiccia la presenza dei fanti e dei loro simpatizzanti, così pure degli esponenti della protezione civile. Hanno partecipato anche altre persone estranee alle due associazioni.
Estremamente, toccanti, le parole espresse dalla prof.ssa Teresa Marchi durante la messa funebre. Non è mancata la tradizionale preghiera del fante. Nell’omelia don Osvaldo Checchini ha ricordato che la sua famiglia frequentava la chiesa. Accendendo nella memoria, dei familiari, commossi, l’immagine di sua madre Rosa che tutte le domeniche mattina, si alzava di buon ora per andare in chiesa dalle suore Canossiane ad ascoltare la messa. Le religiose che curavano la chiesetta, del loro convento, hanno attinto il loro nome dalla veronese, Maddalena di Canossa la fondatrice, della loro congregazione. Oggi, però le figlie della Carità, non sono più presenti a Lonato e attualmente il luogo di culto è adibito a ripostiglio.
A distanza di otto anni i suoi due fratelli l’hanno già seguito, Umberto il 27 aprile 2017 e Armando il 26 settembre 2019, anche la cugina della moglie Caterina Chincarini ci ha già lasciati, il 21 settembre 2016.

È mancata una guida, un buon esempio per molti di coloro che gli sono stati accanto, ma non si è spento il suo operato tuttora tangibile. Onorarlo agendo per i vivi è la parola d’ordine.
Un volto espressivo, brillante, luminoso è quello dell’ufficiale della repubblica Pietro Malagnini, indelebile nel tempo.

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