Peugeot è famosa per costruire auto all’avanguardia, durature ed abbastanza economiche nei costi di gestione. Personalmente le coupe di Peugeot le ho sempre trovate belle ed eleganti, mi riferisco alla 406, con design di Pininfarina e motori fino a V6. La RCZ, che considero una delle più belle due porte degli anni 2000. Ci ho pensato a lungo prima di comprare la mia serie 2 coupe se scegliere una RCZ R, la versione più spinta ed aggressiva invece della BMW, che poi ho scelto per ragioni di praticità e maggiore spazio offerto. La vettura di cui parliamo oggi però è un fuori categoria, una autentica super car, nel 1988 raggiungeva i 350km/h. Partiamo dal nome Oxia, che è una distesa pianeggiante e argillosa che si trova sul pianeta Marte.
La super Peugeot aveva davvero delle peculiarità straordinarie per quei tempi. Prima di parlare dii come è fatta dal punto di vista meccanico, vi lascio un paio di chicche su questa leggendaria auto francese. Poco sotto il parabrezza sono stati montati ben 18 piccoli pannelli solari che potevano per esempio alimentare il condizionatore anche ad auto spenta. Sedili a regolazione elettrica con memorie e lettore cd. Se si considera che parliamo di trentasei anni fa, è davvero tantissimo. Il motore era un V6 montato in posizione centrale biturbo da 2.8 litri e 670 CV di potenza e 720 nm di coppia.
I valori di potenza e coppia sono superiori tanto per farvi un esempio a quelli della Ferrari Enzo che aveva 660 CV di potenza e 657 NM di coppia, una hypercar arrivata nel 2002 ben quattordici anni dopo. Cambio manuale e trazione integrale permanente, con una potenza simile è una scelta piuttosto azzeccata a mio avviso.
Va ricordato che siamo in un’epoca, gli anni 80 in cui le auto sono prive di controlli elettronici o di settaggi che si possono impostare anche solo girando un manettino e schiacciando un pulsante come oggi. Pesava pochissimo, 1360 kg grazie all’utilizzo di kevlar e fibra di carbonio, il telaio era in alluminio. Questa combo sopra descritta la rendono una vera hypercar, raffinata ed estremamente all’avaguardia per i tempi. Nei test sull’anello di Nardò, il tester di Michelin registrò punte di 350 km/h, lo 0-100 era coperto in meno di 5 secondi. Ricordo che all’epoca, le hypercar come queste erano merce per piloti veri, esperti molto più di oggi. Stancavano molto di più nell’uso intenso ed erano più pericolose in quanto prive di tanti equipaggiamenti, oggi obbligatori per la sicurezza.
Pensate, il V6 era del gruppo PRV, negli anni 80 Peugeot, Renault e Volvo collaboravano nello sviluppo di motori ed auto. Gli anni 80 sono stati il decennio in cui si inizava a usare in maniera molto forte il discorso delle piattaforme condivise.
Il design era estremo con una enorme ala al posteriore regolabile, bassissima e due soli posti.
L’unico clamoroso ed enorme errore di Peugeot è stato quello di non produrla in serie almeno in un piccolo lotto. Avremmo una supercar in più, da annoverare in quel periodo magico per il mondo delle automobili che sono stati gli anni 80.
Sarebbe stata in dolce, dolcissima compagnia, F40, XJ220, PORSCHE 959, Lamborghini Countach, 288 GTO. Gli anni 80 sono stati un decennio di benessere diffuso. Le interazioni fra persone potevano essere solo vere e non virtuali.
Storicamente il 1988 fu un periodo inverso al nostro 2024, mentre allora le tensioni fra i due blocchi Usa ed Urss andavano allentandosi sempre di più, oggi sembrano cavalcare verso l’apice.
Il 29 Maggio di quell’anno Gorbacëv e Reagan si incontrarono per siglare un accordo che poneva fine all’uso di armi a medio raggio sul territorio europeo. Al cinema “Rain man” e “Nuovo cinema Paradiso”, riempiono le sale. Anni ormai lontani, che quasi tutti coloro che li hanno vissuti ricordano con affetto. Dimenticavo, la Oxia non si trova in vendita, come detto in serie non fu mai prodotta.
Sono certo però che se mai vi capitasse di vederla a qualche concorso di bellezza, estrarrete il vostro smartphone per scattarle un sacco di foto !!
Antonio Gelmini
Per curiosità o valutazione su vetture di interesse storico inviare una mail a: meccanicagelmini@gmail.com
Meccanica Gelmini Italia

