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Non confrontare

Ognuno di noi crea il suo piccolo mondo seguendo un percorso particolare, specifico, unico ed irrepetibile. Appena apre gli occhi l’essere umano comincia a rispecchiare le luci e le ombre intorno a sè e a popolarli di creature ed oggetti reali o immaginari. Non importa, ciò che è essenziale sono i rapporti che intreccia con loro, che si trasformano in ponti, aiutandolo ad uscire dal proprio guscio, ad incontrare gli altri, a conoscerli e di farsi conoscere. E’ questo avviene in modo diverso, perchè la fantasia dell’Universo è inesorabile. Come fiori in un giardino i bambini sbocciano in modo differente, piano, piano ognuno si veste con la propria dote, quello che li unisce è che sono tutti meravigliosamente ed incredibilmente belli.
C’è il piccolo furbetto, che si accorge di tutto, nota tutto, trova via d’uscita dalle situazioni più aggrovigliate e riesce a tirarsi da solo per i capelli come il barone di Munchhausen da ogni orripilante palude. C’è il sapientone, che sa rispondere prontamente ad ogni domanda, orgoglioso e soddisfatto di sè. E c’è anche quel bambino timido, dolce sorriso, che fatica a comprendere le cose più elementari, ma il suo sguardo ti inonda di tanto sincero affetto che ti sembra di toccare il cielo e hai voglia di ringraziare, perche esistono bambini come lui. Bimbi diversi, grande mazzo di fiori, vari colori, molteplici aromi che insieme compongono una sinfonia armoniosa, che glorifica il mondo.
I loro sbagli sono gradini, che li aiutano a salire. Lo sbaglio più grosso dell’educatore è di confrontarli. Non si possono ordinare in una assurda graduatoria, sottomessi a rigidi schemi e categorie predefinite, indicando quelli più bravi come esempio da seguire. Più o meno esistono tra componenti identici, uguali. Loro invece sono diversi. Come si può decidere, se è più bella la rosa o l’orchidea, se il giacinto è più profumato del mughetto. Sono semplicemente diversi. L’educatore deve coltivare il suo piccolo giardino, sapendo che tutti questi bambini, fiori, non hanno bisogno di qualcuno che li spezzi le gambe ma di qualcuno, che li dona ali.
Dara Naumova

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