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“NON C’E’ NULLA DI CERTO IN QUESTO MONDO, TRANNE LA MORTE E LE TASSE”

Benjamin Franklin diceva: “Non c’è nulla di certo in questo mondo, tranne la morte e le tasse”. Ed aveva proprio ragione: da che c’è mondo le tasse ,dazi, balzelli,(comunque le si chiamino) hanno sempre esasperato la povera gente e sono sempre poco amate.

Su FOCUS STORIA ho letto un bellissimo articolo prorpio sulle tasse.

FISCO: la parola fisco deriva dal latino “fiscus” il canestro di vimini in cui si conservava il denaro delle tasse versate dalle province dell’impero romano. Poi finì per indicare le casse statali. Eccone alcune proprio strane e inverosimili….che forse i nostri politici  oggi arrivino a tanto? 

Speriamo di no! Anche se alcune sono inverosimili pure oggi!!!!! Le imposte, pagate in natura, erano alla base della monarchia dei faraoni perchè permettevano di costruire opere pubbliche ed edifici sacri, di pagare i funzionari  (come oggi) e  di ammassare nei magazzini scorte per i periodi di carestia. Però sono diventate fin da subito un incubo, perchè troppe,strane e soprattutto perchè colpivano la povera gente (come sempre!!!) specialmente  le classi meno abbienti, e  servivano per far funzionare la macchina dello Stato. (che si arricchiva e che sperperava).

A ROMA: ad ogni territorio conquistato Roma chiedeva il pagamento di un esoso tributo. Augusto introdusse un’imposta sui senatori che non avevano preso moglie (per salvaguardare la famiglia).

L’imperatore Vespasiano mise una tassa sull’urina, raccolta e utilizzata dai conciatori nei bagni pubblici. Caligola impose una tassa sulla prostituzione (erano tenute a pagare il 20 per cento dei propri guadagni al fisco romano).

Nell’EUROPA FEUDALE: al re di passaggio con tutta la sua corte, i contadini versavano dazi per tagliare l’erba e la legna, per abbeverare gli animali o attingera acqua dalle fonti, per raccogliere ghiande e frutti e per attraversare ponti (pontatico). La pesca di rane negli stagni e di pesci in acqua dolce o salata, nonchè la sosta sulle rive di fiumi e laghi. (non  siamo molto lontano anche noi).

In SPAGNA: addirittura la tassa  sulle vedove: dovevano consegnare al fisco due maravedis (35 euro odierni): attenzione a tutte le vedove in Italia!!!!! ( gli uomini no)

In FRANCIA, INGHILTERRA E ITALIA: veniva tassata la parrucca (nel XVII e XVIII secolo).

In POLONIA nel 700 addirittura venivano tassati i camini, avete capito bene, ogni canna fumaria era soggetta a tassa e quindi la povera gente chiudeva i camini e si affumicava.

In EUROPA si giunge a tassare le finestre: più grandi erano e più si pagava…quindi la gente cominciò a  murare le finestre e a farne di piccole (più luce vedi e più paghi).

In ITALIA la tassa più odiata  era sul macinato: per ogni quintale di grano, si dovevano due lire, per il granoturco una lira, per l’avena una lira e venti centesimi. Quindi salì il prezzo del pane e lo spettro della fame e della miseria fece esplodere il malcontento e dopo 16 anni (lunghissimi per la povera gente) l’imposta venne cancellata. 

Durante il periodo del fascismo  fu istituita la famosa tassa sul celibato.

In RUSSIA : lo zar PIETRO il grande arrivò a tassare persino l’anima. A prescindere dalla fede religiosa, tutti gli uomini dell’impero russo dovevano pagare per la propria anima. Le donne erano esentate.

Comunque da che c’è mondo le tasse hanno esasperato l’uomo, perchè sempre ingiuste e sempre pagate dai cittadini, mentre chi governa ha mille agevolazioni e non facendo sacrifici spreca e butta denaro pubblico, arraffa e si ingozza e fa arrabbiare il popolo.

Che il cielo ci aiuti e speriamo in bene!!!!!!!!!!!!!!

N.

 

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