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NOI STESSI ADESSO

Un gruppo di persone si unisce, cerca di capire, cerca di affrontare la vita e il mondo nel modo giusto, nel modo più corretto e più attento possibile. Cerca di affrontare la vita come tutti vogliono fare e cioè bene. Cercano e si ritrovano a parlare e a discutere, cercano pensieri e opinioni, cercano una via di scampo, una via di speranza; si ritrovano e parlano dei loro problemi personali, delle loro difficoltà di farsi capire e di comprendere che la vita è una e va ben gestita, capita senza calpestare nessuno. Tutti i sentimenti sono messi sullo stesso tavolo, tutti i problemi sono stati vagliati e tutte le possibilità prese in considerazione.

Un gruppo che pensa ed elabora al meglio il proprio modo di essere, quella parte interiore che ti fa sentire a posto con te stesso, ti da soddisfazioni e ti permette di andare avanti. In un gruppo c’è sempre qualcuno che deve trainare per dare a tutti la possibilità di far emergere la propria parte migliore e la consapevolezza che “ce la puoi fare”, si aiuta chi ha bisogno di una mano, chi deve essere rassicurato, coccolato o anche solo ascoltato.
In un gruppo esiste la persona saggia, la persona che fa partecipe gli altri con le sue espansioni di affetto, la persona che sorride delle proprie sventure, di quella che vede solo nero, di quella che è un po’ come il nano brontolone che deve toccare con mano prima di credere.
In un gruppo ci devono essere tutti gli aspetti della vita, tutte le sfumature di ogni identità, ogni tipo di pensiero positivo, quel particolare di ogni personalità che ci distingue uno dall’altro. Ci deve essere compatibilità, quel tocco di frivolezza, quel tocco di curiosità che ti fa sentire vivo. Ma nessuno si deve sentire superiore ad un altro, nessuno deve far pesare la propria cultura, nessuno deve imporsi, ma rispettare un’altro se non comprende e se recepisce qualcosa di diverso dal proprio modo di pensare.
Nessuno si deve permettere di far sentire un’altro uno stupido o una persona con dei limiti; ognuno ha i propri tempi da rispettare.
Nessuno deve sentirsi un capo e dettare regole se non sono accettate e concordate da tutti.

Tutti devono spogliarsi dei loro legami con il lavoro, con le proprie idee politiche, le proprie simpatie personali per mettersi a discutere e a voler capire. Perché chi si ritiene di aver già acquisito tutto, non è che un povero di spirito e certe cose non le capirà mai perché avrà chiuso la propria mente; chi vorrà capire riuscirà ad essere partecipe a quelle semplici cose, ma che sono le più difficili, perché con umiltà avrà la mente libera da pregiudizi personali e da luoghi comuni.
Nessuno deve essere un ramo secco o pensare di essere indispensabili e quando si tratta di un gruppo anteporsi ad esso.

Ecco allora che l’armonia inizia farsi sentire, c’e gioia di incontrarsi, non si vede l’ora di iniziare e si aspetta con ansia il giorno che verrà.
Questo è il gruppo dove emerge quell’amore che è difficile da definire: amore di anima, amore verso il prossimo, amore verso sè stessi che non è egoismo, ma gioia di vivere. Questo per altri potrà sembrare cosa da poco, una inezia, una cosa ridicola, ma nessuno potrà togliere quella spinta interiore che viene sentita nella mente e nel cuore, è come una molla, non ti lascia dormire, ti martella, ti pulsa dentro, è quella molla che ti spinge a proseguire e ad apprezzare la vita anche in chi ti sta vicino, ti guarda negli occhi e vedi in quegli occhi tè stesso.

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