Rimani sempre aggiornato! - Scarica l'App di New Entry!

NEL BOSCO INNEVATO

Un giorno, alla fine di dicembre un gruppetto di amici del paese dei gnomi, decise di andare nel bosco per raccogliere rami di pino per addobbi natalizi. Era una bellissima giornata fredda, ma con cielo limpido e aria cristallina.
I nani camminavano allegri, ognuno con il suo cappuccio colorato in fila e da lontano assomigliavano a una gigantesca millepiedi variopinta.
Man mano che avanzavano il bosco si faceva più fitto, gli alberi più grandi e la luce appena filtrava tra il rami coperti di neve.
Il sentiero serpeggiava tra la vegetazione e alla fine decisero di fermarsi e cominciare a raccogliere rami.

Proprio in quel momento successe qualcosa di inspiegabile. La via all’improvviso cominciò a i muoversi da sola portandoli avanti. Ed accadde così in fretta che non ebbero il tempo di reagire, cercavano di mantenere l’equilibrio e non cadere perché il sentiero sembrava volasse. Dopo un po’ si fermò e gli ometti si trovarono su un prato circondato da imponenti querce. Nel mezzo c’era un albero più alto e robusto degli altri, una quercia secolare. Ma la pace durò poco. Un forte vento quasi li scaraventò se non si fossero sbrigati nel rientrare in una tana. Poi scese la nebbia, così fitta da sembrare un sipario che li impediva di vedere oltre. Piano piano si diradò ma intorno sembrava tutto cambiato. All’inizio non riuscivano a capire, dopo un po’ le figure degli alberi sembravano animarsi e muoversi e quando finalmente la nebbia si disperse del tutto gli gnomi si trovarono davanti a 12 giganti.

Il tredicesimo stava seduto su un maestoso trono proprio al posto dove prima c’era la quercia secolare. Era una donna bellissima.
Nella mano destra teneva un orologio di sabbia.
“Non ci hanno notati”-sussurrò lo gnomo con il cappuccio giallo al suo vicino gnomo con cappuccio viola. “Forse per loro siamo una specie di insetti, così piccoli da non meritare nessuna attenzione”. I nani scorsero 12 cerchi intorno ad ogni gigante. Nel primo cerchio c’erano solo cumuli di neve; nel secondo, dalla coltre nevosa sbucavano bianchi campani, i bucanevi, il terzo e il quarto erano pieni di fiori e di alberi fioriti, la terra nel quinto era cosparsa di rose, il sesto sembrava un piccolo lago di grano, nel settimo e nell’ottavo si vedevano ceste piene di frutta succosa, la terra del nono e del decimo non si vedeva dalle foglie color oro e fuoco che la coprivano, l’undicesimo era coperto di nebbia e nell’ultimo ardeva una grossa candela bianca.
La donna si alzò dal trono e con gesto solenne scosse l’orologio, pronunciando: ”E ora!”
Subito si alzò un forte vento, il primo gigante si stava trasformando in un enorme uccello con ali spalancate che spiccava il volo. Il vento si fece cosi forte che gli gnomi furono costretti a chiudere gli occhi.

Quando finì tutto e tornò la calma, gli gnomi si trovarono sul prato innevato circondato da querce e immerso nel silenzio e nella pace. Guardando attentamente però videro per terra qualche fiore appassito, chicchi d’uva e un mucchio di foglie gialle. Raccolsero tutto e di corsa tornarono indietro non sapendo ancora se dovevano sentirsi spaventati o meravigliati. Quando uscirono dal bosco si resero conto che al posto delle cose raccolte c’era solo vuoto. Dopo le feste, quando presero di nuovo coraggio, decisero di nuovo di tornare nel bosco. Il sentiero sembrava lo stesso, ma non trovarono più il prato con le querce, c’erano solo conifere con rami intricati, coperti di neve.

Darina Naumova

Condividi