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NATALE 2011 (CONOSCIAMO I NOSTRI POVERI?)

Sto leggendo un libro di Madre Teresa di Calcutta, spesso ripete: “Conosciamo i nostri poveri”. Sono più vicino di quello che crediamo, partendo dalle nostre famiglie: abbiamo ancora il VERO senso della famiglia o siamo poveri di affetti? Quanti divorzi! Quante separazioni dentro le famiglie, fra coniugi e/o tra figli e genitori!!! Quante coppie che convivono, solo per non avere “l’impegno” e la RESPONSABILITA’ di un matrimonio!!! Quanti bambini non nati!!! E quanti anziani dimenticati nello stretto cerchio della solitudine… “Conosciamo i nostri poveri qui e adesso? Forse ci sono dei poveri dentro la nostra famiglia. Non dimentichiamo che l’amore comincia dalla famiglia”. Li conosciamo? Conosciamo quelli che vivono da soli? Quelli che sono indesiderati? I dimenticati? Un giorno raccolsi fra i rifiuti una donna che ardeva di febbre. Era agli estremi e non cessava di ripetere: “E’ stato mio figlio a fare questo!”. La presi tra le braccia e la portai a casa, fino al convento. Durante il percorso cercai di indurla a perdonare suo figlio. Ci volle un bel po’ di tempo prima che potessi sentirle dire: “Sì, lo perdono!”. Era già sul punto di spirare, quando lo disse con sentimento autentico di perdono. Non si rendeva conto che stava morendo, che ardeva di febbre, che soffriva orribilmente. Quello che le straziava il cuore era il DISAMORE per suo figlio. San Giovanni dice: “come puoi dire che ami Dio che non vedi, se non ami il prossimo che vedi?”. Lo stesso San Giovanni usa un’espressione forte e dice: “se dici che ami Dio e non ami il prossimo, sei un bugiardo”. Credo che quello che tutti dobbiamo capire è che l’amore comincia dalla famiglia. Ogni giorno di più ci rendiamo conto che nel nostro tempo le sofferenze maggiori hanno origine nella famiglia stessa. Non abbiamo più tempo per guardarci in faccia, per scambiarci un saluto, per dividere insieme un momento di gioia, e meno ancora per essere quello che i nostri figli attendono da noi, quel che il marito attende dalla moglie e la moglie attende dal marito. E così apparteniamo ogni giorno meno alle nostre famiglie e i nostri contatti scambievoli diminuiscono sempre più. Qualche tempo fa arrivò un gruppo numeroso di professori dagli Stati Uniti. Mi chiesero: “Ci dica qualcosa che possa esserci utile”. Dissi loro: “sorridetevi scambievolmente”. Credo di averlo detto con eccessiva serietà. Uno di loro mi domandò: “Lei è sposata?”. Gli risposi: “Sì, e a volte mi riesce difficile sorridere a Gesù perché arriva ad essere troppo esigente”. Credo che l’amore cominci proprio qui: nella FAMIGLIA. Povero di discorsi, di colloquio, povero di sentimenti, di relazioni. La povertà inizia da NOI, dalla famiglia (e per la famiglia…). E cosa c’è di più bello di una famiglia che si completa con dei figli: “E’ Natale e sta per nascere Gesù: accogliamolo! Buon Natale e buona speranza a TUTTI! Angelo Bonanomi

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