Premura ed ansia,
inquietudine
vestono ore ed istanti
pongono in interrogazione
fanno nascere
sagaci riflessioni.
Mura di ospedale
accolgono,
pensieri e parole
riallacciano legami
fanno l’animo traslare
fra cielo e terra.
Occhi grandi come il mare,
la mia Vittoria
segnata da sofferenza muta
offerta con pazienza.
Caldi, avvolgenti
i suoi abbracci
racchiudono
tenerezza e sconforto
affido e tremore
incertezza.
Nel silenzio
di ora che volge
in tramestio
rileggo cammini
ripercorro tratti di vita
rimesto dolori e gioie
al Padre della vita
affidando
minuzie e dolori
sofferenze e preoccupazioni
umilmente chiedendo
forza
per non demordere
per continuare a lottare
con fede e tenacia.
Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste


