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Monica, la fotografia e la rivincita personale

Monica ha 51 anni e una vita che racconta di coraggio, trasformazioni e nuove scelte. Dopo un passato da imprenditrice e un periodo difficile, oggi ha scelto una nuova routine per poter ricominciare con serenità. La fotografia e i social sono diventati spazi personali di espressione e rinascita, strumenti con cui ha imparato a guardarsi e raccontarsi senza filtri.

Cominciamo dal tuo percorso: da imprenditrice a dipendente. Come mai questa scelta?

È stata una decisione di cuore. Dopo un periodo complicato, ho sentito il bisogno di tornare dalle mie figlie e di chiudere un capitolo della mia vita. Non è stato facile, ma era il passo giusto per ritrovare equilibrio e ripartire.

Hai studiato Ragioneria, quanto ha pesato questa scelta nella tua vita?

All’epoca sembrava la strada più sicura: “con la Ragioneria trovi lavoro”. E in effetti ha dato una base solida al mio percorso, ma dentro di me c’è sempre stato anche altro, qualcosa che andava oltre i numeri.

La fotografia è entrata nella tua vita in modo importante. Come è iniziata questa storia?

All’inizio non mi piacevo e stavo sempre dietro l’obiettivo. Poi, dopo la mia trasformazione, ho deciso di mettermi in gioco davanti alla macchina fotografica, nonostante insicurezze e tabù. È stato quasi un atto di coraggio.

Possiamo dire che la fotografia per te è stata una rivincita?

Assolutamente sì. Dopo anni passati a sentirmi un brutto anatroccolo e a combattere con la bulimia, la fotografia è stata la mia rivincita. L’amore per questo linguaggio lo devo a mio padre, che portava sempre con sé la fotocamera per catturare momenti, persone, luci e ombre.

Cosa pensi delle foto di oggi, sempre più perfette e ritoccate?

Amo le foto precise e curate, ma non sopporto le modifiche esagerate che cancellano la realtà. La fotografia deve raccontare, non stravolgere.

Nel quotidiano come ti descriveresti? Sei una donna esibizionista?

No, non lo sono. Forse sembro appariscente e do l’idea di esserlo, ma in realtà sono molto semplice. Certo, mi piace essere elegante anche per andare a fare la spesa, ma rimango me stessa.

Parliamo di social: che rapporto hai con questi strumenti?

Non sono un’influencer e scrivo poco. In troppi volevano giudicare le mie scelte e non avevo voglia di condividere ogni cosa. Seguo Facebook, Instagram e TikTok, ma più per osservare che per espormi.

E cosa ti piace o ti infastidisce dei social?

Quello che proprio non sopporto è il giudizio continuo sulla vita degli altri. E lo dico sapendo che a volte capita anche a me di farlo, e non mi piace. Ma chi posta sa che può ricevere critiche. Io, per ora, tengo per me progressi e sbagli.

Come ti piace vestire nelle diverse occasioni?

Cambio velocemente: posso passare dalla tuta con le scarpe da ginnastica a un vestito lungo con i tacchi. Non mi piace uniformarmi. A volte indosso capi simili a quelli di mia figlia, che ha 21 anni, ma sempre con sobrietà, rispettando la mia fisicità.

E guardando avanti, quali progetti hai per il futuro?

Vorrei più visibilità e portare un’idea di eleganza e sensualità che non sia legata all’età. Non penso troppo a dove sarò tra dieci anni: vivo piccoli progetti per volta, senza crearmi troppe aspettative. Quello che verrà, sarà.

 

 

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