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Mio Dio che giornata!

Apro la finestra; ancora non è chiaro, ma si capisce che sarà una bella giornata. Squilla il telefono: che fai oggi ?
– mi chiede Don Gabriele.
– Vado a trovare mio fratello.
– Se passi a prendermi vengo anch’io. 
Lasciami dire la Messa alle 9 e poi sono libero. E si ripete lo spettacolo di ogni mattino di sole: le vetrate dell’oratorio sembrano d’oro. Mai così bello l’oratorio come quando riceve il bacio del primo sole.
Non c’è molto traffico. Tante rotonde e molti cavalcavia. Nelle corse in bici sono i gran premi di montagna di trentesima categoria, ma oggi schiudono l’orizzonte su uno spettacolo che mi coglie di sorpresa.
A destra le montagne innevate delle Alpi a perdita d’occhio.  A sinistra altre montagne innvate, sono gli Appennini. E in mezzo la pianura. La sorpresa è che la limpidezza del cielo falsa le proporzioni e inganna l’occhio. Le due catene di monti sono così vicine e non sembra che in mezzo ci sia tutta questa pianura.  E immagino campi e cascine, città e paesi che gli uomini riscaldano con la loro vita, i loro amori, i loro desideri. Mio fratello è rimasto immobile a letto più di 40 giorni. Adesso provano a sollevarlo e lo mettono in poltrona.  Le prime volte piangeva dal dolore e resisteva seduto per pochi attimi. Sorpresa. Stamattina è in poltrona e non piange. È triste: Pensa, anche oggi non sono riuscito a stare in piedi.  – Guarda il lato buono: la settimana scorsa su questa poltrona piangevi,
chiamava a gran voce le infermiere. Oggi stai seduto e non senti dolore, vedrai che. ..
Don Bruno

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