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MEZZANE DI CALVISANO: QUANDO SI ORGANIZZAVANO LE FESTE DELL’AMICIZIA

Continuando a vivere gli anniversari di manifestazioni e iniziative svoltesi a Mezzane in passato, si rincorrono. Con il passare del tempo si sbiadiscono e corrono il rischio di essere dimenticate, se non vissute e ricordate. Era il 1977 (quarantacinque anni fa) quando nei primi mesi, un gruppo di giovani pensò di organizzare una vera Festa del partito, così come avveniva in pochi altri paesi.
Prima nella nostra Frazione, vi era stato qualche frammento di festa dell’Unità (organizzata dal P.C.I di Calvisano), una serata elettorale nella primavera del 1972. Viceversa le Feste della Comunità non erano mancate, già negli anni 50, collegate alle ricorrenze religiose, San Rocco con molta devozione e San Dionigi il Patrono.
Erano presenti stand di tiri a segno, alcune bancarelle dolciumi-giocattoli, chi non ricorda Clara Lunati (Pia), Giostra Volante (cancincul), che aveva in Giuseppe Cavani (Gechi) un qualificato costruttore, che esportava in tutta Italia, il Circo Sterza. In quel 1977 fu anche la prima Festa nazionale dell’Amicizia, organizzata a Palmanova, dove eravamo presenti a salutare Benigno Zaccagnini. Nella nostra piccola realtà, una ventina di giovanissimi dai 15 ai 20 anni si misero al lavoro, emozione e passione li accompagnò in quei giorni e per gli anni successivi.

Festa del 1982

Non mancarono di aiutarci donne ed uomini, che da tempo erano iscritti o simpatizzanti della D.C. Allora vi erano solo democristiani, comunisti, qualche socialista e pochi che votavano MSI. Gli uomini qualche giorno prima della Festa, per un paio di giorni si impegnarono ad insaccare le tradizionali salamine, con l’uccisione di un grosso maiale. Nelle serate, sulle lunghe tavolate insieme ai panini con salamina, non mancava la pastasciutta e del buon vino, quelli di Montepulciano di Valentino Polito Signorini, il Clinto, Tocai, Matteus, qualche bottiglia di Berlucchi, fornitici da Formentini. Uno speciale “Orientamenti DC”, periodico che dal 1971 pubblicavamo ciclostilato presso la Segreteria Provinciale della D.C., verrà distribuito in tutte la case di Mezzane e molte copie nel territorio calvisanese.
La distribuzione, svolta sempre dai giovani, consentiva anche di raccogliere la sottoscrizione con ricchi premi, e ripianare insieme al sostegno di alcune ditte, per le prime spese. Manifesti con il programma delle due giornate, vennero affissi nei paesi limitrofi, vie e luoghi in cui passammo con l’auto parlante strillando Festa dell’Amicizia… che bello quel rito, che veniva ripetuto nelle campagne elettorali, poi vietato da una democrazia regolamentata, quindi inscatolata.


Si tenne nello storico Palazzo Averoldi, dei Pedrini. Gli anni successivi per quasi dieci anni tali Feste, occuparono quattro o cinque giorni e vennero allestite in Via Berardo Maggi (chiusa al traffico) e una parte di Via Orientamenti, Cooperativa ai primi passi nella costruzione di ventiquattro abitazioni. Luogo e spazio, che per anni vide anche il Partito Socialista organizzare la sua Festa dell”Avanti”, qualche giorno dopo di noi, continuando a coinvolgere tantissima gente.

Tutto era pronto nel pomeriggio di sabato 30 luglio, quando un temporalone riempì di acqua tavole, sedie, zona giardino. Ci rimboccammo le maniche per rimettere a posto tutto.
A sera il buon Dio ci ebbe ad aiutare, tanta gente partecipò e fu soddisfatta per le ore passate in serenità, allegria e con della buona musica. Per qualche notte, gli stand e la nostra abitazione divennero il luogo di riposo, delle poche ore di sonno dei giovani organizzatori.


Quelle due giornate furono allietate dalle orchestre Peroni Folk e la Folcloristica Mondini, che ci saranno anche negli anni successivi. Non mancò la corsa podistica, con 150 partecipanti arrivati da tutta la provincia e della vicina Mantova, dedicata all’amico Costante Dalla Bona, scomparso tragicamente il 31 agosto dell’anno prima. Importante fu la prima estemporanea di pittura “1° Premio Mezzane 77” con una giuria di alto livello, presidente onorario il Ministro dei Beni Culturali on. Mario Pedini, presidente il sindaco Battista Guerreschi, componenti il famoso pittore Luciano Cottini, Domenico Perini presidente della Biblioteca, Teresa Pezzaioli, Angiolino Vaccari e il giornalista e critico Attilio Mazza.
Non mancarono gli amici politici fra gli stand, l’on. Mauro Savino, il capo gruppo alla Provincia, Gualtiero Mucchetti, che sarà poi presidente dell’ASL, il presidente del Comitato di Controllo Armando Pietta, per due tornate sindaco di Milzano, il delegato provinciale Eugenio Baresi che sarà sindaco a Ghedi, come lo era stato il padre Annibale, e più tardi onorevole. Fra le motivazione della Festa, oltre a quelle politiche: “La volontà di unire insieme, nella spensieratezza, nel divertimento ed anche nell’impegno, le varie componenti sociali dei nostri paesi che, per svariati motivi, non possono incontrarsi durate il corso dell’anno”.

Festa del 1978


Messaggio che verrà riproposto ogni anno dal 1978 al 1985, il cui programma e il suo riassunto, anche sulla stampa provinciale, si può rileggere su: “Orientamenti D.C. Mezzanese”, tre volumi che riassumono dall’Agosto 1971 all’Ottobre 1998, gli avvenimenti di Mezzane e l’operato della Sezione Democristiana e dei suoi rappresentanti. Notiziario che dal luglio 1982 venne pubblicato come inserto del settimanale L’Eco della Bassa Bresciana, edito dall’amico Danilo Mor e dalla moglie Margherita. Restano nei ricordi le serate con le orchestre: Torregiani, Mirio Masina, I Magnifici con Patrizia, Gigi Corradi, Ruggero e Guido, I Duchi, I Musical con Carlo e Antonella. L’ultima sera normalmente era dedicata ai Giovani, dove anche i ragazzi più giovani si divertivano, con discoteca più volte gestita da Alex di Radio Più. Interessante e coinvolgente la serata con l’elezione della Miss, scelta fra le presenti alla Festa. Non mancava la ricca tombola, che vedeva assegnare damigiane di vino, maialino, o la sottoscrizione con salotti, congelatori, per chi non ballava, mostre fotografiche, quiz a premi ed altri momenti allegri e spensierati.
In quella del 1983 si scriveva: Consumati 540 litri di birra, 1.500 lattine bibite, 250 litri di tocai, 500 litri di altro vino, 60 kg di panini, 50 kg. di polenta. I partiti modificarono i loro nomi, il loro modo di rappresentare i cittadini, il loro modo organizzativo, i nostri rappresentanti al Parlamento non si vedono più. Delle Feste di Partito, non vi è più traccia, o raramente. In un momento, troppo lungo di pandemia, le memorie possono essere una medicina.


Marino Marini

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