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L’UOVO DI PASQUA

Una delle tradizioni di Pasqua è regalare un uovo di cioccolata con sorpresa all’interno e non solo ai bambini, perché anche molti adulti sono golosi di cioccolata. L’uovo è stato un simbolo fin dai tempi antichi. Le uova infatti hanno simboleggiato la vita e la sacralità. Secondo alcune credenze pagane e mitologiche, il cielo e il pianeta erano considerati due emisferi che andavano a creare un unico uovo, mentre gli antichi egizi consideravano l’uovo il fulcro dei 4 elementi dell’universo (acqua aria terra e fuoco) e consideravano il cambio di stagione verso la primavera una sorta di primo dell’anno.

La tradizione del dono di uova è documentata già fra gli antichi Persiani, dove si scambiavano semplici uova di gallina all’avvento della primavera e spesso venivano decorate a mano. Il cattolicesimo riprese le tradizioni che vedevano nell’uovo il simbolo di vita, rielaborandole nella nuova prospettiva del Cristo risorto. L’uovo infatti somiglia ad un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù.

Dentro l’uovo però c’è una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. Interpretato in questo modo, diventa simbolo di resurrezione.

Nel Medioevo i sovrani facevano rivestire le uova con oro e argento per fare doni importanti. Nel ‘700 il chocolatier francese D. Chaillou inventò il primo uovo di cioccolato artigianale su indicazione del re Luigi XIV che decise di sostituire i metalli preziosi, limitando però il diritto di vendita solo al suo artigiano e solo a Parigi.

Il primo a realizzare l’uovo di Pasqua con sorpresa fu nel 1887 il gioielliere russo P. C. Fabergé, su incarico dello zar Alessandro III. Era un pezzo unico, da regalare alla zarina e la sorpresa era un gioiello prezioso. A fine ‘800 l’inglese J. Cadbury diede il via alla produzione commerciale di uova di cioccolato con sorpresa. Oggi c’è ampia scelta di marchi più o meno famosi che le producono fra le uova commerciali, ancora più buone quelle artigianali, con decorazioni che le impreziosiscono.

Ornella Olfi

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