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LETTERA DI UN CANE ABBANDONATO

Ti sto ancora aspettando, perché so che tornerai a prendermi. Mi hai messo qui solo per farmi sgranchire un po’ le zampe, perché il viaggio che mi hai fatto fare era davvero interminabile. Poi sei risalito… e … NO!!!
Non puoi esserti dimenticato di me, non può essere così.
Sì, sono certo che tra un attimo sarai qui!
Mi siedo sul bordo della strada… ho paura delle macchine che passano veloci ma cerco di pensare a te e ai nostri giochi, i momenti bellissimi e anche ultimamente ai tuoi nervosismi verso di me. Ma sarai stato arrabbiato per altri motivi, io a te non ho mai fatto nulla! Forse quella è la tua macchina, che gioia, lo sapevo che tornavi a prendermi. Sono trascorsi tre giorni e sono ancora qui!!! Sto morendo di dolore, di fame, di sete, di tremenda solitudine. I miei occhi non vedono più lontano; seguono ora soltanto il battito del mio cuore stanco che sta lasciandomi per sempre. Eppure so che tornerai e resisto in segno della mia fedeltà verso di te, perché tu non puoi essere cattivo.
QUANTI CANI SONO ABBANDONATI COSì?

 

“Il cane è un gentiluomo”, scrive Mark Twain. “È sincero, non mente, non inganna, non tradisce, è generoso, è altruista, ha fiducia”. Ma c’è di più. Il grande scrittore Victor Hugo – come tutti coloro che hanno un cane – si chiede: “Se guardi negli occhi il tuo cane, come puoi ancora dubitare che non abbia un’anima?”.

La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all’uomo.
(Antoine Bernheim)

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