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LE VERE REGINE D’AFRICA

“Io coltivo una rosa bianca per l’amico sincero e per il nemico che il cuor mi strappa, ne cardo ne ortica coltivo, io coltivo una rosa bianca”

 

Nella società odierna vi sono molte coppie che decidono di non avere figli pur avendone la possibilità, per evitare “impegni oppressivi”, “pesanti responsabilità”, per poter essere “più liberi”. E quanti pur avendo un buon posto di lavoro, una vita sociale decente, si sentono insoddisfatti perché vorrebbero sempre di più… non si rendono conto di quanto siano fortunati di vivere agiatamente anche con qualche mille euro in meno di qualche anno fa! Ed è per questo che vi racconterò delle vere “Regine d’Africa”, volti di donne coraggiose che in Sierra Leone hanno saputo opporsi alla guerra civile grazie al loro coraggio (specialmente nell’adottare bambini orfani oltre ai propri), alla loro caparbietà e anche grazie a un progetto di alfabetizzazione delle ragazze da parte dell’ONG come la COOPI (da anni impegnate al fianco delle donne in Sierra Leone). Undici anni di guerra civili (dal 1991 al 2002) in cui sono morte oltre cinquantamila persone, rovinando l’economia del paese, portando a decine di migliaia il numero di profughi. Le conseguenze si fanno sentire ancora: la nazione è tra le più povere del Continente nero. Mariatu insieme alla sua famiglia, è una dei profughi di guerra. Una mattina del 2000 è arrivata nel loro villaggio una delle tante bande armate che all’epoca scorazzavano per il Paese in guerra e ha ordinato loro di andare via.

Mariatu e suo marito non hanno nemmeno provato a resistere: i miliziani avevano appena massacrato i vicini. Hanno preso i bimbi e con i vestiti che avevano indosso sono fuggiti a piedi fino alla capitale, Freetown. Senza un soldo, un lavoro, una casa, la coppia ha affrontato giorni terribili. Mariatu, però, non si è arresa: oltre ai suoi, ha adottato altri OTTO bimbi i cui genitori erano stati uccisi nel conflitto ed ha fondato l’associazione Leleima per insegnare alle altre contadine profughe a leggere e a scrivere, e un mestiere. Anche Ethel e Sia non hanno ceduto alla disperazione: nonostante le violenze subite nella guerra, hanno deciso di fare qualcosa per gli altri, occupandosi degli orfani e dei piccoli DISABILI. Maria Ellie invece, dopo essere stata a lungo prigioniera dei ribelli e costretta ai lavori forzati, ha imparato a tessere e ora, grazie al suo lavoro, mantiene la madre. Vere regine d’Africa che nonostante tutto hanno vinto, senza spargere altro sangue!!!

 

“Io coltivo una rosa bianca, forte come la speranza che la pace nel mondo diventi realtà.

E quando il nemico sconfitto arranca,

ne cardo ne ortica coltivo,

io continuo a coltivar una rosa bianca”.

 

Angelo Bonanomi 

in collaborazione con Nonna Grazia

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