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LE MEMORIE DEL CUORE

Si dice che la reazione comune delle persone che subiscono un trauma cranico con perdita di memoria sia quella di sentirsi inadeguate e frustrate. Le persone e le cose che non riescono più a ricordare provocano ansia in loro, nonché senso di frustrazione e di confusione. Come ci comporteremmo se questo incubo dovesse succedere ad una persona cara che noi amiamo? Molte, nella lunga storia del cinema, sono state le pellicole che hanno raccontato di storie d’amore. Quella di oggi vorrebbe essere la storia di un amore con la A maiuscola; di quei sentimenti che capitano raramente nella vita e di come chi lo vive faccia di tutto per rimanervi attaccato. “Innamorarsi è la cosa più facile. Ma rimettere insieme i pezzi ed assicurarsi che si rimanga legati e vicini quando, a volte, la vita sconvolge i nostri piani, è la parte più difficile”. Ispirato ad un fatto reale e volendo toccare temi universali (come la necessità di adattarsi ai cambiamenti affinché un rapporto possa durare nel tempo), “La memoria del cuore” vorrebbe essere un film commerciale che riesca anche a toccare il cuore del pubblico in tutto il mondo. Ma, purtroppo, deve arrendersi al raggiungimento del solo primo obiettivo. Paige (la poco convincente Rachel McAdams di “Sherlock Holmes” e “Le pagine della nostra vita”) e Leo (il Channing Tatum di “21 Jump Street”, “The Eagle” e “Step Up”), coppia affiatata di novelli sposi, una sera, mentre sta rincasando con l’auto, viene coinvolta in un terribile incidente stradale. Un camion spazzaneve, a causa del fondo stradale ghiacciato, non riesce a frenare e tampona la loro autovettura ferma in sosta. L’urto è violento: la giovane donna, sprovvista di cinture di sicurezza, viene scaraventata sul cofano dell’auto, subendo un trauma cranico molto forte. Se a Leo la sfortuna sembra averlo solo sfiorato, così non è per la giovane consorte: l’impatto le provoca la perdita della memoria; ma soprattutto pare che, quella cancellata, sia la memoria più recente. Quella degli ultimi anni, quella della conoscenza di Leo, del loro matrimonio, rendendo il marito, in tal modo, un perfetto estraneo e sconosciuto. I ricordi di Paige si fermano all’epoca degli studi universitari (ora è un’affermata scultrice) e al tempo del suo ex fidanzato (ancora innamorato di lei) e Leo, armandosi di smisurata pazienza, dovrà pian piano ricostruire la loro vita di coppia sperando che i ricordi possano riaffiorare. Tutto questo tra la titubanza della moglie e il difficile rapporto con i suoceri (che, dopo l’incidente, sembrano voler recuperare lo sgretolato rapporto con la figlia).I primi passi, in ambito di regia, sono mossi da Michael Sucsy (a parte la direzione di spot pubblicitari, l’unica esperienza è stata con il film TV “Grey Gardens – Dive per sempre”). E lo si denota, nonostante gli incassi milionari che la pellicola ha realizzato oltre oceano. Idee, formule e concetti sembrano pescati negli archivi di una fantasia di prassi e vanno a comporre il quadro di un film leggerino dove le scene divertenti relegano la drammaticità del tema ad un secondo piano (vero è che al cinema non dobbiamo andarci necessariamente per piangere). Pur evolvendosi in modo scorrevole, il risultato finale è quello di un film piuttosto superficiale e appiattito sul proprio progetto nonché fotocopia di altri film (citiamo anche il solo “50 volte il primo bacio”). A suo favore, tuttavia, rimane il fatto che si tratta, pur sempre, di una pellicola per irriducibili sognatori ad occhi aperti. Se l’intento moralistico è quello di ricordarci come la vita sia piena di alti e bassi e di sfide che ci impongono di andare sempre in profondità dando il meglio di noi stessi, purtroppo è il caso di dire che per il regista la sfida deve continuare. Con il prossimo film. Piergiorgio Ravasio da Bonate Sopra

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