C’è un’idea di eleganza che non ha bisogno di alzare la voce. È fatta di misura, di luce, di verità. Laura Iulia racconta il lusso come linguaggio, non come status. Tra fotografia, social e vita reale, costruisce un’estetica coerente e riconoscibile. Un racconto che non ostenta, ma resta.
Partiamo dall’inizio… presentati!
Mi chiamo Laura Iulia, sono nata in Romania, ma vivo in Italia da vent’anni, a San Benedetto del Tronto. Nella vita lavoro nella pubblica amministrazione scolastica e, fuori da lì, porto avanti un progetto creativo personale sui social, per passione. Ho studiato Economia e Commercio. Amo il bello, sì. Ma soprattutto amo la verità: ed è da lì che parte il mio modo di raccontare il lusso.
Che rapporto hai con i social, dove i tuoi numeri sono diventati davvero strepitosi?
Per me i social non sono una vetrina, sono narrazione. Non mi definisco “influencer” nel senso classico: mi sento più una creator, una storyteller. Trasformo luoghi, atmosfere e dettagli in un racconto che resta. Uso principalmente Instagram (@alessyalove) e TikTok (@laura.love82).

Cosa vuoi trasmettere attraverso i tuoi contenuti?
Un’idea precisa: eleganza accessibile, ma autentica. Mi piace la cura, la luce, l’atmosfera. Mi piace quando le cose hanno un senso, non solo un prezzo. Quello che mi infastidisce è l’ostentazione vuota: troppo rumore, poca sostanza. Io cerco il contrario: qualità, misura, dettaglio.
Quanto conta per te la cura dell’immagine?
È iniziato tutto in modo naturale: ho sempre avuto un occhio per l’insieme. Poi ho capito una cosa fondamentale: l’immagine non è vanità. È linguaggio. È il modo in cui scegli di presentarti al mondo. Questo percorso mi ha resa più consapevole: non solo più curata, ma più lucida. A livello personale mi ha insegnato disciplina. A livello creativo mi ha insegnato a vedere davvero.
Eleganza e fotografia: come si incontrano?
È una vocazione che cresce con te. Ho coltivato l’eleganza con il tempo, l’esperienza, i contesti… e anche con le difficoltà. Per me l’eleganza non è “apparire perfetta”. È sapere cosa togliere. Una foto riuscita non è quella che mostra tutto, ma quella che lascia intuire.

Cos’è per te la fotografia?
Mi ha dato molto: un modo per raccontare emozioni senza spiegarle troppo. Ma a volte ti toglie anche qualcosa: ti porta a pretendere molto da te stessa, a cercare controllo. Chi non ci prova spesso si perde la parte più importante: la libertà di raccontarsi senza chiedere il permesso. Io continuo perché mi piace costruire un’estetica che non mente. Anche quando è bellissima.
Come guardi il mondo dello spettacolo?
Con interesse, ma anche con senso critico. Ha un pregio enorme: sa creare sogno. E un difetto enorme: spesso confonde il sogno con la verità. Io non voglio essere un personaggio. Voglio essere una persona che racconta bene. La differenza si vede subito: chi ha stile vero non lo spiega. Si vede.
Nel quotidiano: ti senti esibizionista?
No. Mi definirei selettiva. Mostro quello che mi rappresenta, non tutto quello che vivo. Nel quotidiano amo linee pulite, pochi pezzi ma giusti. La sera mi piace essere più decisa: un dettaglio forte, un gesto. In spiaggia scelgo la semplicità curata: niente eccessi, ma tutto pensato. Non inseguo i trend. Inseguo la coerenza.

Come vedi il tuo futuro?
Ho progetti che bollono. Voglio crescere come creator in modo serio, con collaborazioni di livello nel mondo luxury: travel, fashion, lifestyle, ma sempre con un taglio mio, autentico. Voglio costruire una firma riconoscibile: quando vedi un mio contenuto, capisci subito che è mio. Tra dieci anni mi vedo più libera, più internazionale, con un lavoro creativo strutturato. E con una cosa intatta: la mia idea di lusso. Che non è quanto spendi, ma come vivi.
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