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L’ASSASSINO È FUGGITO…

E’ un normale giovedì sera, e come di consueto il gruppo editoriale di New Entry si ritrova per la stampa del quindicinale all’oratorio di Almenno S. Salvatore.
Mi correggo, tutto all’apparenza sembra normale, ma vi è un cambiamento: mancano Alice e Paolo, due validissimi collaboratori, sempre presenti e disponibili a dare una mano in fase di stampa. I presenti Gianluchik, Daniele, Marica, Michele, Laura, Francesca, Paola, Orietta, guardano l’orologio e si domandano il perché di un simile ritardo. “beh, vedrete che arriveranno” – commenta Orietta cercando di tranquillizzare i presenti. Le campane della chiesa del paese rintoccano le ore: sono le 22:00. Neanche il tempo di commentare che lo squillo del cellulare di Gianluchik richiama l’attenzione di tutto il gruppo… E’ Paolo che, tutto agitato e singhiozzante chiede all’ispettore di poterlo andare a trovare a causa di un grosso problema da risolvere.
“Beh, andate avanti voi, io cercherò di fare presto e poi vi farò sapere….” – afferma Gianluchik. Neanche il tempo dei saluti ed è già in strada, seduto in auto, lanciato verso l’ignoto.
Arrivato a casa dell’amico, capisce subito che qualcosa non va e si prepara al peggio, ma appena varcato il cancello di casa, nota il cadavere della ragazza che giace in giardino.
L’ispettore incredulo resta senza parole, ma non per molto, in quanto ecco giungere Paolo tutto rattristato e ansimante.
“Certo che ho visto bene l’assassino di mia moglie” esclama Paolo!
“E quindi puoi anche descriverlo” continua interessato ed allibito l’ispettore…
“Naturalmente… era un tipo alto, magro, con i capelli rossi… Indossava un paio di blue jeans ed una camicia scozzese.
Quando è fuggito attraverso il giardino mi sono lanciato all’inseguimento e stavo per afferrarlo… ma eravamo ormai giunti nei pressi di un cinema; lui ha spinto una porta di sicurezza, dileguandosi nel buio della sala. Io sono inciampato in qualcosa e cadendo devo aver picchiato la testa, svenendo. Quando mi sono rinvenuto, ormai era troppo tardi e così non ho fatto altro che chiamarti”.
“Sai Paolo, è stato un bene per la giustizia che tu mi abbia chiamato ma non posso dire lo stesso per quanto riguarda il tuo racconto”.
Gianluchik finge di accettare quella spiegazione, ma da come avete sentito nutre molti dubbi sulla verità del racconto, tanto è vero che in un secondo momento viene arrestato e portato in cella. Perché?

 

LA SOLUZIONE: Le uscite di sicurezza del cinema (proprio per facilitare la fuga in caso di incendio) si aprono spingendole dall’interno. Non è quindi possibile che il presunto assassino abbia “spinto” i battenti per entrare. Probabilmente la ragazza è stata uccisa da Paolo, che vuole sviare le ricerche con una falsa descrizione.

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