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L’abbraccio che ha cambiato la mia Vita: la Luce di Adriano Celentano

Mi trovavo seduto sul divano con mio cugino quando, all’improvviso, fui colpito da un lampo, un fascio di luce che sembrava implorarmi di guardare lo schermo. In quel momento, un uomo di cui conoscevo solo le note di ‘Azzurro’ e ‘Il ragazzo della via Gluck’ stava parlando di amore, rispetto e amicizia.
Fui letteralmente folgorato. In un mondo che mi sembrava sordo, avevo finalmente trovato un’anima che vibrava alla mia stessa frequenza.

Era il 1987: da quel giorno, Adriano Celentano è diventato il mio studio, la mia cura e la mia guida. Trascrivere i suoi testi non era solo un esercizio, ma un modo per nutrire la mia anima con concetti profondi sulla vita, aiutandomi a difendere quei valori che la stupidità dei miei compagni cercava di calpestare.

L’amore, per me, ha smesso di essere una parola astratta ed è diventato una presenza concreta: la medicina per la mia solitudine, l’evasione dal dolore. Adriano è stato l’amico irraggiungibile che però abitava stabilmente nel mio cuore, dandomi la forza di non arrendermi.

Spinto da questa missione d’amore, nel 1994, insieme al mio indimenticabile amico Michele, ho fondato la rivista New Entry. Volevamo creare un porto sicuro per gli indifesi, per i timidi, per chi vive ai margini, offrendo loro quella voce che io avevo trovato nelle canzoni di Adriano.
Da allora, il progetto continua, portando nero su bianco temi urgenti come il bullismo e la droga, cercando di trasformare il fango in fiori attraverso lo spirito guida di quest’uomo straordinario.

Il 6 gennaio scorso, Adriano ha compiuto 88 anni e il mio ringraziamento si fa ancora più profondo, il mio cuore straborda di gratitudine.
Senza la sua luce, forse non sarei uscito dal tunnel di emarginazione che ha segnato la mia giovinezza.

Ricordo ancora con i brividi l’aprile del 1995, quando lo incontrai: gli raccontai la mia storia e lui, con la profondità dei giusti, mi ascoltò con gli occhi lucidi prima di stringermi in un abbraccio che conservo ancora sotto la pelle come il dono più prezioso.

Con le sue canzoni e i suoi film, Adriano ha scandito ogni battito della mia vita. Anche nel suo ultimo capolavoro, Adrian, ha ribadito ciò che conta davvero: “l’amore per la propria essenza e il coraggio di restare umani. In un’epoca di ‘fast food sentimentale’ e amicizie usa e getta, lui mi ha insegnato che l’amore vero è quello che ti emoziona fin nel profondo, che ti sfida a essere migliore e che non ti lascia mai la mano, neanche quando il mondo fuori sembra spegnersi.”

Gianluca Boffetti

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