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La voce dell’anima

Bisogna tornare un po’ bambini, perché è l’adulto che non si meraviglia più di niente e rifugge emozioni e sentimenti.
Un beduino, inseguito da feroci nemici, fuggi dove il deserto era più aspro e le rocce più taglienti. Corse, corse, finche non sentì più  il rumore degli zoccoli dei cavalli che lo inseguivano si era affievolito, e poi spento del tutto. Solo allora si guardò intorno. Era giunto in una gola paurosa, su cui incombevano pareti di granito e guglie di scuro basalto. Con enorme meraviglia scoprì un sentiero che si inerpicava attraverso la gola. Lo seguì e dopo un po’  si ritrovò all’imboccatura di una profonda grotta buia, si infilò con passo esitante.m“Vieni avanti fratello”, lo incoraggiò una voce benevola. Nella penombra, il beduino vide un’eremita che stava pregando.
“Tu vivi qui? Chiese il beduino”. – “Certo”.
“Ma come fai a resistere in questa grotta, solo, povero, lontano da tutti”. L’eremita sorrise.
“Io non sono povero, ho grandi tesori”.
“Dove”, chiese il beduino.
“Guarda là…”L’eremita indico una piccola fessura che si apriva sul fianco della grotta e chiese: “Cosa vedi?”.
“Niente”, rispose il beduino.
“davvero niente?”, domandò l’eremita.
“Solo un pezzo di cielo”.
“Un pezzo di cielo: non ti sembra un tesoro meraviglioso”.
Sappiamo ancora meravigliarci di fronte alla bellezza? Ci commuove ancora un bimbo che nasce? Quando è l’ultima volta che abbiamo guardato il cielo stellato? Tutta la volta celeste sta sopra di noi… e noi sul divano a guardare la tv. C’è nei presepi una figura strana, un uomo che mette la mano come una visiera davanti agli occhi e guarda lontano. E’ la figura dell’incantato. Guarda e ammira e si lascia trascinare da quello che vede e intuisce. E se fosse la nostra figura?
Don Bruno

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