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LA TAVERNA DEL DOGE LORENDAN di Alberto Ongaro

E’ nato nel 1925 a  Venezia dove vive. Giornalista, inviato speciale per “l’Europeo”, ha viaggiato in tutto il mondo e soggiornato a lungo in America del Sud e in Inghilterra.  autore di fumetti italiani, amico e collaboratore di Hugo Pratt, è stato sceneggiatore di numerosi fumetti ed ha collaborato con il Corriere dei Piccoli. Oltre a questo i suoi romanzi più conosciuti sono: La partita ( premio Super Campiello) L’ombra abitata, La strategia del caso, Il segreto dei Ségonzac, Il segreto di Caspar Jacobi e Il ponte della solita ora.

Venezia, fine secolo scorso.

Schultz è un quarantacinquenne che vive in un’antica palazzina in rio San Felice. Di origine viennese, la sua famiglia s’era trasferita a Venezia nel 1816 grazie ad un incarico di funzionario del Regno Austriaco.

Egli, ex ufficiale della marina mercantile, è attualmente un piccolo editore-tipografo e con lui vive un non meglio identificato individuo (un alter ego) detto “Paso doble” per la sua passione per il ballo. Questi lo pungola, gli fa dispetti, gli nasconde sempre degli oggetti ed una sera cercando dei testi sopra un armadio, tra le altre cose, rinviene un vecchio  libro frusto dalla copertina priva di titolo ed autore. Leggendo qualche frase a casaccio tra le pagine la sua curiosità lo invoglia ad una puntuale lettura.

Il libro parla della vita di Jacob Flint nato in una contea inglese intorno al 1820. Ragazzo prodigio, precoce in tutto e dalle molteplici vocazioni; era dotato per la musica, per la poesia e l’arte della spada ma soprattutto per l’arte amatoria; era un donnaiolo che prediligeva insidiare le mogli degli altri. All’età di 24 anni, scoperto da un marito geloso, venne sfidato in duello e, senza volerlo, lo uccise. In quella contea tale pratica era vietata quindi dovette nascondersi e fuggire a Londra. Qui venne ospitato da un amico del padre, uno zingaro di nome Viruela, che viveva ai limiti della legge che gli trovò un posto come suonatore di clavicembalo nella Taverna del Doge Loredan.

Detto locale, frequentato da gente di malaffare: criminali, furfanti e contrabbandieri, era di proprietà di una sua amica; Nina, una vedova veneziana, gran bella donna di trent’anni che aveva fatto perdere la testa a mezza Londra e dalla quale si doveva ben guardare se non voleva guai. Ella infatti era l’amante di Fielding, (il capo di un’organizzazione di criminali che gestiva il contrabbando tra l’Inghilterra ed il continente), che non esitava a sbarazzarsi di chi la corteggiava. Nonostante il monito fu ammaliato dalla bella ostessa ed iniziò tra loro un rapporto amoroso che nonostante la prudenza ed i sotterfugi fu scoperto. Ciò scatenò l’ira e le minacce di Fielding  e lei disgustata, a loro insaputa, vendette la locanda e sparì. Jacob, disperato, si mise al suo inseguimento attraversando mezza Europa. A Venezia, sulle tracce dell’amata, lui e l’altro si ritrovarono e, nella comune sventura, da nemici si allearono per rintracciarla.

Nell’inoltrarsi nella lettura del libro Schultz  vi trova diverse analogie con la sua vita, prova delle sensazioni strane ha il sospetto di far parte, in modo oscuro di quel libro. Qua e là ci sono cose, riflessi, ombre, che, pur senza una perfetta simmetria, sente confusamente proprie. C’è una seduzione in quel mistero, un fascino, un incantesimo e lui vuole scoprire di che si tratta. La donna di cui si parla gli ricorda quella col cappotto di cammello; sua fugace compagna di un viaggio in treno da Zurigo a Milano e che è rappresentata da quella statua di cera che conserva nella stanza accanto. Anch’essa si era eclissata senza lasciargli un nome né un indirizzo dove ritrovarla. Riusciranno i protagonisti di questo romanzo nel romanzo nel loro intento?

La narrazione si dipana fra Londra e Venezia  con un salto temporale di circa due secoli e racconta la vita dei protagonisti impegnati all’inseguimento della sensuale donna che li ha “stregati” ed abbandonati.

Romanzo picaresco, un po’ libertino e fantasioso (surreale Schultz, che vive nel presente, ha la possibilità di inserirsi nell’avventura passata e di modificarne il corso) ciò nonostante il mistero che lo permea appassiona alla lettura.

Angela Gaboardi

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