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LA STORIA CI INSEGNA CHE NON IMPARIAMO MAI DALLE SUE LEZIONI!

Cosa sarebbe successo con l’Europa Occidentale, se l’invasione dei turchi ottomani nel 14° secolo non fosse stata fermata dalla resistenza dei popoli balcanici?
La resistenza, che ha assicurato la pace e la tranquillità di cui aveva bisogno per sua prosperità economica e culturale. I popoli balcanici hanno trasformato se stessi in vero scudo, affrontando gli attacchi militari dei turchi, pagando con il proprio sangue il prezzo del Rinascimento europeo.
Non vorrei fare banali ed inopportuni confronti, ogni epoca si distingue per le proprie caratteristiche specifiche.
Ci sono però, verità che rimangono valide sempre, a prescindere dalle circostanze, dal tempo, dai pregiudizi e dalle manipolazioni politiche. Come per esempio l’amara verità, che nessuno impara dalle lezioni della storia, che purtroppo si può trasformare in una tragica sentenza.

LA STORIA CI INSEGNA CHE NON IMPARIAMO MAI DALLE SUE LEZIONI

Inspiegabilmente noi esseri umani non siamo propensi di imparare dai nostri errori, sia a livello personale, sia a livello sociale.
Proviamo difficoltà a disimparare ed a riconoscere gli sbagli. Se il problema riguarda una singola persona, nel caso peggiore questa potrebbe distruggere la propria esistenza. Se invece ci si riferisce a intere nazioni le cose si complicano notevolmente. Come è successo in quel lontano 14°secolo, quando il mancato accordo tra i popoli, che professano cristianesimo, ha avuto conseguenze devastanti.
Mi riferisco al fatto, che i turchi ottomani sono riusciti a conquistare la penisola Balcanica non tanto per la loro forza, quanto per la debolezza e discordia tra i popoli cristiani.

L’impotenza dell’Impero Bizantino, la sconfitta della Serbia nel 1389 dopo la battaglia nei campi di Kosovo e della Bulgaria, dopo la battaglia di Nikopol nel 1396, hanno aperto la strada dei turchi verso l’ Europa occidentale.
I cristiani dell’Oriente non sono riusciti mai a creare una coalizione compatta per opporsi agli aggressori. Neanche i tentativi dei cristiani occidentali, che includono ampi e lungimiranti disegni diplomatici, dibattiti, tentativi guidate da Papa Pio di organizzare spedizioni crociate, non sono coronati da successo.
Il grande scisma del 1054 è solo uno dei fattori che contribuì ad ulteriori complicazioni dei rapporti tra i cristiani europei.

Ma la discordia è totale e le sue conseguenze sono tristemente note: distruzioni, devastazioni, Balcani immersi nel sangue, intere nazioni, subiscono un arresto dello sviluppo politico e culturale per secoli interi. Privi dell’aristocrazia, che è stata sterminata dai turchi, i popoli sottomessi non si sono mai arresi… sono seguite congiure, ribellioni, rivolte armate che hanno impegnato le forze militari turche e hanno impedito la loro avanzata verso ovest. L’Europa ha potuto effettuare quella “rifioritura culturale ed ideologica” e a ”toccare vette sublimi in ogni ambito della cultura umana.” Una pace pagata con sangue.

Non voglio semplificare e fare confronti con la situazione europea attuale. Ogni epoca ha i suoi tratti distintivi, specifici, che non sono mai uguali. La vita è un continuo cambiamento e sviluppo, trasformazione perenne.

L’EUROPA
L’Europa giovane ed innocente
leggeva il suo romanzo cavalleresco,
protetta, custodita,
quanto prima dell’alba dei tempi
l’ultimo re bulgaro, Ivan Shishman perse la vita.
L’Europa piangeva per Giulietta,
l’Europa adorava Bach
quando con ululato di lupi
invadevano l’antica Tracia
i branchi di Allah.
L’Europa circondata da servi,
immersa nello splendore,
lontana dal questo Calvario,
e nel mercato di Tessaloniki
cinque ragazze cristiane schiave
li vendevano per un denario.
L’Europa costruiva cattedrali, castelli,
e negli antichi Balcani
piangeva la natura stessa
per la morte dei giovani ribelli.
Si alzavano torri insanguinati
con teste umane mozzate
ma la terra delle aquile ribelli
non fu calpestata.
Eppure era piccola come il palmo della mano
e come traccia di un leone
ma si è trasformata
in una trappola insormontabile,
coperta di ossa, insanguinata.
Con fucili e bastoni, con sassi e frecce
i nostri avi l’hanno protetta
non hanno permesso, che il male li sconfiggesse e i turchi non hanno raggiunto Parigi!
Ivajlo Balabanov

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