LA RACCOLTA DI POMODORI

Domenica 17 agosto, una giornata festiva per tantissime persone con un fortissimo caldo. Per i coltivatori diretti ed agricoltori che sono impegnati nella campagna della produzione dei pomodori i tempi sono diventati ristrettissimi con il raccolto ed il trasferimento degli stessi nelle industrie dove devono essere nel più breve tempo possibile lavorati e confezionati.

Si vedono negli infiniti campi coltivati e le macchine operatrici che raccolgono i pomodori maturi. Vi sono grandissimi camion con capientissimi rimorchi pronti anche oggi domenica 17 agosto a portare i pomodori alle industrie della vicina Parma.
Il pomodoro selvatico chiamato Solanum è originario del Sudamerica occidentale. In America centrale i Maya li coltivarono.

Col tempo furono anche gli Atzechi che lo coltivarono fino alle regioni del Messico.
A causa dell’occupazione spagnola del 1519-1521 con Hernan Cortes, i semi giunsero in Spagna. All’inizio si faceva confusione tra tomatillo, un frutto piccolo e tondo ed il pomodoro vero e proprio: xi-tomati.

Bisogna dire che agli inizi del 1500 con gli spagnoli vi è stato un trasferimento dall’America all’Europa di molti prodotti agricoli come il mais, il peperoncino piccante, peperoni, la manioca, il fagiolo, l’arachide, la patata, la batata dolce, zucca, girasole, l’ananas, avocado, papaia, il cacao, la vaniglia, il tacchino, ed il mortale tabacco! Lo scambio con il continente americano si completava con il riso, frumento, orzo, meloni, melograni, agrumi, pesche, ciliegie, vite e olivo, caffè e la canna da zucchero.

Gli europei portarono in America anche cavalli, asini, muli, vacche, maiali, capre, pecore ed animali da cortile. Vi fu un grandissimo scambio di prodotti agricoli ed animali che possiamo chiamare oggi senza sbagliare come il primo esempio di una “Fiera Internazionale dell’Agricoltura”.

Maccione Ermanno

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