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LA FOCE DEL FIUME CHIESE

Ho imparato ad amare maggiormente il fiume Chiese da quando ogni giorno vado a passeggiare lungo le sue rive con mio marito e il nostro cane, perché lo scorrere dell’acqua è proprio la metafora dello scorrere della nostra vita, in continuo movimento, a volte lento, altre burrascoso.

Siamo, come il fiume, in viaggio verso una meta che non conosciamo, attraversando in varie tappe un ambiente meraviglioso che, se lo rispettiamo, ci contraccambia regalandoci un benessere generale. Era da tempo che desideravo vedere la foce del Chiese e finalmente ne ho avuto l’occasione.

In un caldo pomeriggio assolato, mio marito, la nostra Lola ed io siamo partiti alla volta di Canneto sull’Oglio e, seppur non così facilmente, abbiamo trovato, nel territorio tra Acquafredda e Canneto, il punto dove il Chiese sfocia nell’Oglio. Una curva molto ampia, dove le acque di entrambi i fiumi sono limpide e rispecchiano gli alberi frondosi sulle rive, ma che, causa il letto prevalentemente composto da sabbia fine, assumono un colore poco bello. Immersi nel verde e nel silenzio, abbiamo passeggiato sull’argine per un bel tratto, dalla Chiavica Regona verso sud, ammirando la vegetazione rigogliosa, tra cui un enorme salice piangente i cui rami lambiscono languidi il fiume.

Sentiero ben ombreggiato, piacevole da percorrere, ma già a maggio con ospiti poco graditi, le zanzare.

Una passeggiata gradita anche dalla nostra cagnolona, tranne un bagno piuttosto fangoso, che le ha fatto rinunciare a rituffarsi. Difficile descrivere la sensazione nell’osservare il termine del Chiese, che ogni giorno fa da sottofondo col suo fruscìo al mio camminare sugli argini a Montichiari, in un lungo tratto dove la sua acqua è più chiara e di solito il livello è più basso. È stato quasi un saluto ad un caro amico, del quale ammiro di giorno in giorno i suoi cambiamenti e quelli della natura intorno, sempre stupefacenti.
Ed ecco che ora quando penso alla fine del suo percorso, posso visualizzarlo nella mente: come una persona nel naturale viaggio della sua vita, ad un certo punto intraprende magari con qualche timore un tratto sconosciuto, che porterà orizzonti più ampi, dimensioni e spazi diversi. Spero in futuro di poterne vedere anche la sorgente, in Val di Fumo.
Ornella Olfi

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