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LA FAMIGLIA È L’UNICO VERO PUNTO DI RIFERIMENTO PER I GIOVANI DEL GIORNO D’OGGI

Mai come in questo periodo sembra che le regole sociali siano sparite dalla faccia della terra e che non interessino proprio più a nessuno.
Soprattutto tra le giovani generazione ha la meglio il branco per farsi forti insieme nei confronti del più debole e indifeso che diventa una facile preda da attaccare. La violenza fa parte, ahimè, della nostra quotidianità.

E allora cosa fare soprattutto nei confronti del mondo giovanile?
Bisogna trovare il sistema migliore per ricostruire una collaborazione tra le istituzioni, la scuola in primis, e la famiglia per ridare importanza a quei valori civili, e per qualcuno anche quelli spirituali, che sono le fondamenta di una convivenza serena fra gli esseri umani!
Alla base di tutto c’è il rispetto fra le persone e “il non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
Secondo degli studi (e non secondo me) le persone non nascono violente, ma lo diventano perché l’ambiente dove vivono le porta a diventare così.

In alcuni casi è pure una sorta di autodifesa. Mi faccio vedere violento perché così acquisto più potere e rispetto nel gruppo.
Per questo motivo serve che i genitori siano “la vera chiave di Volta” e, quindi, che diventino (o meglio tornino ad essere) l’elemento centrale nella vita dei figli.
È fondamentale che papà e mamma instaurino un rapporto di fiducia con i figli in quanto se c’è la sicurezza interiore che proviene, in modo particolare dalla famiglia, gli adolescenti si possono sentire protetti di fronte alle frustrazioni della vita e della società contemporanea.
In questo modo sapranno che in caso di bisogno potranno contare sempre su qualcuno.

La scuola ha perso il suo ruolo centrale nella vita dei giovani e viene considerata non più come il luogo preposto ad imparare, ma come “la rampa di lancio” per riuscire a diventare ricchi e famosi senza fare nemmeno troppa fatica.
E come mai i ragazzi vedono la scuola in questo modo? Perché la televisione e i social passano per lo più questo genere di messaggio e non c’è, praticamente, nessuno che li contraddica!
E il brutto che tante famiglie sembrano condividere questa idea e vedono anche loro la scuola solo come un qualcosa che deve dare dei “servizi” che diano la possibilità ai figli di entrare nella società dell’apparenza dove quello che conta è solo l’immagine esteriore.

Tuttavia la crisi della scuola ha radici profonde e e coinvolge tutto l’Occidente (o quasi).
Non ci sono più le gerarchie… come nemmeno le distanze tra un punto e l’altro della Terra dato che con la tecnologia ci siamo tutti come avvicinati. Se il secondo aspetto è una cosa positiva dato che posso chiamare qualcuno con una video chiamata anche se si trova dall’altra parte del mondo credo, invece, che il rendere tutti quanti a uno stesso livello dandosi, per l’appunto, del tu lo sia meno.

Far capire ai giovani che ci sono delle gerarchie da rispettare è una cosa importante che potrà essere utile loro anche un domani quando entreranno nel mondo del lavoro! Non ho ottant’anni, sia chiaro, però a me che qualcuno che conosco a malapena mi dà del tu neanche fossimo amici di lunga data non finisce di piacermi…
Ogni tanto ci provo pure io a dare del tu a qualcuno che conosco appena, è vero, però proprio non mi riesce e finisco, di contro, ogni volta immancabilmente a domandarmi: “Perché, invece, tu mi dai del tu se ci siamo appena conosciuti e ti permetti delle libertà che nessuno ti ha dato (o quanto meno non io)? “
Forse il motivo è che si è perso il concetto che ognuno abbia un proprio ruolo (al lavoro, a scuola, nel volontariato, nelle squadre sportive…) nella società e che tale ruolo dovrebbe essere rispettato come tale.

Ecco perché per fare in modo di aiutare il mondo giovanile (non scordiamoci che i ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani) a capire cosa sia giusto e cosa sbagliato occorre un forte ritorno a una cooperazione tra scuola, famiglia e società.
Concludo ricordando, come sempre, che io non sono una psicologa o una pedagoga né tanto meno una insegnante, ma semplicemente una persona che ama guardarsi attorno e “studiare” il mondo… tutto qua.
Monica Palazzi

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