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LA CONVIVENZA

La convivenza è sempre difficile… qualunque sia il rapporto che lega due persone che condividono uno spazio comune: amore, amicizia, famiglia, studio… e non è difficile solo quando si ha contemporaneamente bisogno dell’unico bagno in casa. E’ da quando sono piccolo che mia madre mi ripete che avrò pace solo in un eremo… un po’ perché sembra sempre che vivo nel mio mondo interiore un po’ perché ha capito che per carattere non sono portato ad avere una vita di relazione semplice.


Io ho un bisogno vitale e imprescindibile di vivere con i miei tempi ed i miei spazi.
Era ciò che mi mancava (e di cui soffrivo veramente la mancanza) quando vivevo ancora con i miei. Da quando sono andato a vivere da solo ho trovato un equilibrio perfetto in questo senso… e non so se riuscirei ad accettare ora una persona in casa a tempo indeterminato (o
supposto tale).


Forse dovrei, visto che la prima cosa che ha detto una mia collega quando è entrata in casa mia è stata: “certo che questa casa avrebbe proprio bisogno di una donna!”…ma forse si riferiva ad una domestica.
Diciamo che finora quando mi si è prospettato una convivenza ho sempre reagito come il grande Albertone: “E che me metto un’estranea dentro casa?” Ma che fare quando si sente di aver trovato la persona giusta?
Può vincere la paura di poter rovinare un rapporto, sulla gioia di svegliarsi e addormentarsi accanto alla persona che si ama? Sulla gioia che può dare averla sempre accanto, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà? Voi cosa ne pensate?!?!?


Enrico

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