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LA COLPA

Quando scoppia un incendio, è meglio affrettarsi a spegnerlo, ognuno con quello che puo fare, non chiedere chi gli ha dato fuoco e perché. Di chi è la colpa del Grande Scisma nel 1054? Del Papa Leone IX? Del Patriarca Michele Kerularius? Dei Cattolici? Degli ortodossi? Delle ambizioni politiche e della ricerca del primato? Dell’arroganza e dell’orgoglio della natura umana? O dI tutto questo messo insieme?


È così difficile trovare la risposta giusta, dipanare intricate e complesse relazioni umane e istituzionali. E se nella Chiesa che proclama la pace e la complicità tra le persone, c’è discordia e disunione, che cosa resta per il mondo al di fuori di essa? L’unica cosa di cui sono assolutamente certa è che non c’è niente di più sbagliato che demonizzare o esonerare una delle parti in un conflitto. Per un breve periodo Dostoevskij fu espulso dal programma di un’università italiana. A causa della sua nazionalità. Un fatto che si commenta da solo. Già visto.

Siamo abituati a vedere solo le guerre che si combattono sul piano orizzontale e le altre, le lotte nell’aspetto verticale, quelle che imperversano in ognuno di noi, di quelle non ce ne accorgiamo. Mi è piaciuto molto un pensiero di Maria Montessori: “Tutti parlano di pace, ma nessuno educa perché ci sia pace. È allevato per la competizione e la competizione è l’inizio di ogni guerra. Quando cominceranno ad educare alla cooperazione, alla solidarietà e all’assistenza reciproca, in questo giorno cominceranno ad educare alla pace”.

Sappiamo solo criticare e negare, denigrare e calunniare, come se fossimo più bravi in qualcosa, come se qualcuno ci desse il diritto di essere giudici. E chiederci, cosa ho fatto personalmente, nel mio piccolo e limitato mondo, secondo le mie deboli capacità, come ho aiutato il mondo a farlo diventare un po’ migliore? Se la risposta è NIENTE, è meglio tacere. Se non siamo in grado di aiutare, almeno tentiamo di non fare più male, per non aggiungere la nostra parte alla valanga dell’odio crescente, all’odio che sta aumentando e pronto per esplodere, perché alla fine distruggeremo tutti e tutto ciò che ci circonda. Compresi noi stessi!
Darina Naumova

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