Ci sono percorsi che non si esauriscono in una passerella, ma che attraversano anni di esperienze, cambiamenti e consapevolezze. Nel 2024 Leticia Layser viene incoronata Miss Trans Italia Sudamerica, un titolo che arriva dopo un cammino costruito tra Brasile e Italia, tra televisione, set fotografici e lavoro nel mondo della bellezza.
La sua storia non nasce solo sotto i riflettori, ma anche nella quotidianità di chi ha imparato a reinventarsi senza perdere autenticità. Truccatrice professionista, figura presente in numerosi shooting e progetti artistici, Layser ha fatto della cura dell’immagine una professione, senza mai separarla dalla propria identità personale.
Il concorso rappresenta per lei un punto di visibilità importante, ma anche un passaggio di crescita e conferma. Oggi racconta il suo percorso con uno sguardo lucido e semplice, in cui estetica e umanità convivono senza contraddizioni.
Hai vinto Miss Trans Italia Sudamerica 2024: cosa ti ha portata a partecipare a questo concorso?
Ho deciso di partecipare perché, in generale, mi è sempre piaciuto mettermi in gioco e confrontarmi con nuove esperienze. Non era una cosa nuova per me: già in Brasile avevo avuto modo di lavorare in televisione e di partecipare e vincere alcuni concorsi di bellezza. Quando si è presentata questa opportunità in Italia, ho sentito che era il momento giusto per rimettermi in gioco in un contesto diverso. È stata un’esperienza molto bella, intensa, che mi ha lasciato tanto a livello umano oltre che professionale.
Che ricordo hai di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato?
Ho un ricordo molto positivo. È stata un’esperienza che mi ha permesso non solo di farmi conoscere di più, ma anche di entrare in contatto con persone diverse, storie diverse, e questo per me è sempre molto importante. Il concorso mi ha dato visibilità, sì, ma soprattutto mi ha fatto crescere. Ogni esperienza del genere ti insegna qualcosa su di te, su come ti rapporti agli altri e su come ti presenti al mondo.

Secondo te cosa ha fatto davvero la differenza durante il concorso?
Credo che la differenza l’abbia fatta la mia semplicità. In passerella non ho mai cercato di essere qualcun’altra, e anche nel modo di parlare con le persone sono rimasta sempre me stessa. Non ho costruito un personaggio, ho solo portato quello che sono. E penso che questa cosa, alla fine, arrivi.
Hai già un passato di concorsi in Brasile. Quanto ti ha formato quell’esperienza?
Sì, in Brasile avevo già partecipato e vinto diversi concorsi. È stato un percorso importante per me perché mi ha insegnato a stare davanti al pubblico, a gestire la presenza scenica e anche a conoscere meglio questo mondo. Però ogni concorso è diverso, ogni contesto ti mette davanti a sfide nuove. L’Italia, per me, è stata una nuova fase di questo percorso.

Che rapporto hai oggi con il concetto di bellezza?
Per me la bellezza è qualcosa che cambia, che passa, che non resta uguale nel tempo. È importante curarsi, certo: io sono molto attenta a me stessa, alla pelle, ai capelli, all’immagine in generale. Ma questo non definisce chi sono. Sono una persona semplice, e credo che la vera forza stia proprio lì. La bellezza esteriore può colpire, ma non è ciò che rimane. Quello che resta è come sei come persona.
Il tuo lavoro è fortemente legato all’immagine. Di cosa ti occupi nello specifico?
Sono una truccatrice professionista. È un lavoro che amo molto perché mi permette di esprimere creatività e allo stesso tempo valorizzare altre persone. Il concorso mi ha dato ancora più visibilità e mi ha aperto anche a collaborazioni e presenze in ambito televisivo e mediatico.

Nei servizi fotografici che tipo di estetica ti rappresenta di più?
Mi piace molto uno stile provocante, ma mai volgare. Amo il gioco del vedo e non vedo, quella linea sottile che lascia spazio all’immaginazione senza esagerare. È un tipo di estetica che sento mio anche nella vita quotidiana: mi piace essere femminile, presente, ma sempre con eleganza.
Com’è nato il tuo legame con Milano?
Sono arrivata in Italia dal Brasile circa sette anni fa, inizialmente per lavoro. Con il tempo Milano è diventata molto più di una città: è diventata casa. Qui ho costruito il mio percorso professionale, ho trovato opportunità e ho potuto crescere nel mondo della bellezza e della moda.

Il concorso ha cambiato qualcosa nel tuo percorso professionale?
Sicuramente mi ha dato più visibilità. Dopo la vittoria ho avuto modo di farmi conoscere attraverso diversi canali e questo ha ampliato le mie opportunità. Però, allo stesso tempo, non ha cambiato chi sono o come lavoro. Continuo a fare ciò che amo, con la stessa dedizione di sempre.
Qual è oggi la tua più grande passione?
Il make-up, senza dubbio. Mi piace tantissimo lavorare con il trucco perché è un modo per trasformare, valorizzare, far emergere la bellezza delle persone. È qualcosa che sento profondamente mio.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il mio sogno è quello di aprire un negozio di bellezza qui a Milano, uno spazio dedicato a tutte le donne. Un luogo dove ci si possa prendere cura di sé, sentirsi accolte e valorizzate, senza giudizio.



