Per molto tempo Ketty Borsato ha guardato il mondo attraverso un obiettivo, senza sentirsi pronta a mettersi davanti a quella macchina fotografica. Poi qualcosa è cambiato: ha scelto di uscire dal guscio, di affrontare le proprie paure e di riscoprire una femminilità che aveva sempre avuto dentro di sé. Oggi, a 52 anni, Ketty è una donna solare, determinata e profondamente consapevole del proprio valore. La fotografia, la moda e le passerelle sono diventate strumenti per raccontarsi, ma soprattutto per ricordarle che non è mai troppo tardi per ricominciare. Tra famiglia, sport, social e nuovi sogni, il suo percorso parla di coraggio, autenticità e voglia di continuare a mettersi in gioco.
Ketty, partiamo da te: chi sei oggi?
Ho 52 anni, vivo a Istrana, in provincia di Treviso, e sono mamma di due figlie, Silvia e Francesca, oltre che nonna di Riccardo, che ha sei anni ed è la mia adorazione. Ho una formazione da Operatore Socio Sanitario e per diversi anni ho svolto questo lavoro con grande amore e dedizione. Successivamente ho scelto di cambiare e ho lavorato in ambito amministrativo presso il Comune di Treviso, nella Polizia Locale. Oggi ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alla mia famiglia e alle mie passioni. Sono una donna solare e tenace: amo la fotografia, la natura, la buona cucina, viaggiare e lo sport, soprattutto la pallavolo, che pratico ancora. E naturalmente amo la moda, la bellezza e la cura di me stessa.

Il tuo percorso di rinascita, però, nasce da una trasformazione molto più profonda.
Sì. Ho affrontato un percorso importante che mi ha portata a perdere 36 chili. È stato lungo e doloroso. C’è stato un periodo in cui non avevo nemmeno la forza di camminare per le strade del mio paese e nascondevo la mia mancanza di fiducia dietro sorrisi di circostanza, cercando di coprire vergogna e umiliazioni. La vera svolta è arrivata quando ho deciso di mettermi in gioco con la fotografia e la passerella. Espormi davanti a un obiettivo e sfilare mi ha insegnato a guardarmi con occhi diversi e, soprattutto, a volermi bene.
La fotografia è stata quindi una parte fondamentale di questa rinascita?
Assolutamente. Fotografare mi è sempre piaciuto, fin da bambina, ma per anni sono rimasta soltanto dietro l’obiettivo. Rifiutavo di essere fotografata perché non accettavo il mio corpo e avevo una profonda mancanza di autostima. Dentro di me sentivo però di avere una luce, un’energia che non riuscivo a esprimere. Con il tempo ho capito che dovevo semplicemente permettermi di mostrare chi ero. Oggi stare davanti alla macchina fotografica mi fa stare bene e mi ha fatto crescere moltissimo.

Come è iniziata concretamente questa nuova avventura?
Quasi per caso. Amavo già i social e le belle fotografie, dalle quali prendevo ispirazione cercando poi di reinterpretarle a modo mio. La prima occasione è arrivata grazie a una possibile collaborazione con un negozio che voleva capire se fossi fotogenica. Ho fatto il mio primo shooting e da lì mi si è aperto un mondo. Ho scoperto una passione travolgente e un nuovo modo di esprimere me stessa.
Poi sono arrivati anche i concorsi.
Sì, inizialmente per gioco. Mi sono iscritta a Miss Reginetta Over e alla prima tappa veneta ho conquistato fascia e corona, ottenendo il pass per le finali regionali. Ho partecipato anche ad altre selezioni, come Miss Sposi, ma il risultato più importante è stato un altro: superare la vergogna.

C’è un momento che ricordi in particolare?
Sicuramente la prima volta che ho dovuto sfilare in costume da bagno. Prima della selezione avevo scritto a mio marito dicendogli che volevo scappare e rinunciare. Poi qualcosa dentro di me è scattato: sono salita sul palco e ce l’ho fatta. Ho pianto, ma non per la fascia o per la vittoria. Ho pianto per me stessa, perché in quel momento ho capito che, se credi in te stessa, puoi fare cose che sembravano impossibili. Da allora ho continuato a sfilare senza più nascondermi.
Qual è oggi il tuo sogno?
Continuare a crescere e arrivare, un passo alla volta, alla Milano Fashion Week. Mi piacerebbe affermarmi anche come modella per pose fotografiche e continuare a esprimere la mia creatività. Sto seguendo un percorso di tappe e a breve inizierò anche un corso di portamento, perché voglio perfezionarmi.

Che cosa rappresenta per te la fotografia?
L’arte meravigliosa di fermare il tempo. Quando qualcosa mi emoziona devo fotografarla. Oggi, dopo aver desiderato per anni di essere fotografata senza voler cancellare subito gli scatti, ho capito che posso essere io stessa quel dettaglio unico da raccontare. La fotografia non mi ha tolto nulla: mi ha restituito qualcosa che avevo nascosto per troppo tempo. È diventata il modo attraverso cui esprimo identità, femminilità e forza.
Come vivi il mondo dello spettacolo?
È affascinante, pieno di energia e mi ha aiutata a uscire dal mio guscio. Mi permette di conoscere persone, esprimermi e mostrare una parte di me che era rimasta nascosta. Ma va vissuto con maturità. Non mi piace sentirmi considerata un numero e ho incontrato anche invidia e cattiveria. Preferisco lasciare scivolare via le negatività e conservare la gioia di essermi ritrovata.

Passiamo ai social: che rapporto hai con questo mondo?
Equilibrato, attivo e divertente. Li uso per condividere le mie passioni, la moda, la fotografia e momenti della mia vita, cercando di essere sempre autentica. Non mi considero un’influencer in senso stretto: mi piace pensare di poter essere una fonte di ispirazione. Vorrei trasmettere l’immagine di una donna felice, determinata e curata, dimostrando che femminilità, fascino e voglia di mettersi in gioco non hanno età né forme.
Cosa invece non sopporti sui social?
La maleducazione e soprattutto chi cerca di mostrare qualcosa che non è. Io preferisco raccontare la realtà attraverso immagini e video, mantenendo autenticità.
E nella quotidianità quanto conta la moda?
Moltissimo. Non sono un’esibizionista, ma una donna che ama curarsi a 360 gradi. Per me nulla è lasciato al caso, nemmeno l’outfit per andare a fare la spesa! Amo studiare e interpretare la moda e questa passione l’ho sempre avuta, anche prima della mia trasformazione. Oggi cerco di trasmetterla anche alle mie figlie, insegnando loro quanto sia importante volersi bene. Amo i grandi brand e in particolare Elisabetta Franchi. Anche quando scelgo un abito per una serata mi informo sulla location e penso a ciò che può essere più adatto. Perfino in spiaggia non rinuncio alla femminilità: un bel copricostume e il rossetto non mancano mai.

Qual è il messaggio che vorresti lasciare alle altre donne?
Che ogni donna è bella a modo suo. Non dobbiamo sentirci diverse o inferiori: ognuna ha la propria unicità e i propri motivi per brillare. La paura del giudizio degli altri non deve fermare i nostri sogni.
E guardando al futuro, dove immagini Ketty?
Tutto questo per me è ancora nuovo, perché sono rimasta nascosta per quasi tutta la vita. Oggi voglio continuare a perfezionarmi, lavorare su me stessa, arrivare alla passerella senza più vergogna e, perché no, collaborare con grandi brand della moda. Sui concorsi procedo con cautela: non mi entusiasma essere definita soltanto da un numero, anche se non escludo di riprendere quel percorso. Tra dieci anni mi vedo semplicemente una donna realizzata, elegante e felice. Voglio continuare a brillare e dimostrare che non è mai troppo tardi per tornare a essere protagonisti della propria vita.
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