Irene, l’arte come scelta

C’è chi scopre la propria strada molto presto e chi trova il coraggio di percorrerla dopo anni di esperienza in un altro settore. Irene ha trasformato una passione coltivata fin da bambina in una professione, scegliendo di rimettersi in gioco e di ricominciare. Oggi lavora come freelance tra grafica, illustrazione, fotografia e social media, raccontando il suo mondo attraverso immagini e colori. Una storia di creatività, determinazione e autenticità, nata dalla voglia di dare forma ai propri sogni.

Chi sei? Raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Irene, sono nata nel 1982 e vivo in provincia di Venezia. Mi sono diplomata al Liceo Artistico e l’arte ha sempre fatto parte della mia vita. Durante la pandemia ho riscoperto il tempo e il coraggio per dedicarmi con maggiore intensità all’illustrazione, una passione che mi accompagna fin da bambina. Successivamente ho frequentato un corso di graphic design e un percorso come tecnico multimediale, fino ad aprire la partita IVA e iniziare a lavorare come freelance nel settore della grafica e della gestione dei social media.

Come è nata la tua carriera nel mondo del disegno e dell’illustrazione?

Il disegno è sempre stato parte della mia quotidianità. Ricordo ancora le sere passate a tavola con la mia scatola di colori: da allora non ho praticamente mai smesso di disegnare. Nel tempo questa passione è cresciuta insieme a me e mi ha portata a collaborare con artisti, realizzare murales, partecipare come illustratrice alla fiera Educare di Faenza e organizzare due mostre personali, una fotografica e una dedicata alle illustrazioni. Una mia fotografia è stata anche selezionata per un concorso della ASL della mia provincia ed è stata esposta al pubblico.

Quanto ti ha fatta crescere questa esperienza, sia artisticamente che personalmente?

Ogni progetto rappresenta un’occasione di crescita. Le collaborazioni e gli incontri con altre persone mi hanno arricchita sia dal punto di vista professionale sia umano. Recentemente ho esposto le mie illustrazioni in una mostra e quasi tutte sono state acquistate: è stata una soddisfazione enorme e una conferma che il lavoro svolto con passione riesce ad arrivare alle persone.

Come lavori oggi?

Non ho un sito personale e gran parte dei miei incarichi nasce dal passaparola. È una modalità che mi piace molto perché significa che chi ha lavorato con me è rimasto soddisfatto e sceglie di consigliarmi. Oggi posso esprimere la mia creatività ogni giorno attraverso la grafica, l’illustrazione, la fotografia e la comunicazione visiva.

Che rapporto hai con i social network? Ti senti un’influencer?

Assolutamente no. I social fanno parte del mio lavoro e li utilizzo soprattutto per questo motivo. Ho due profili Instagram: uno dedicato alla fotografia, con scatti e autoscatti realizzati con il cellulare, e uno riservato alle illustrazioni e ai miei progetti creativi. Sono presente anche su Facebook e su TikTok, che utilizzo principalmente per osservare e studiare i trend, più che per pubblicare contenuti.

Quale immagine vuoi trasmettere attraverso i social?

Cerco di essere il più possibile autentica. Pubblico solo contenuti che hanno un significato personale, siano essi fotografie, autoritratti, paesaggi o illustrazioni. Mi piace pensare che ogni immagine racconti una storia. Se quello che condivido riesce a emozionare o a trasmettere qualcosa agli altri, allora ho raggiunto il mio obiettivo.

Cosa apprezzi e cosa, invece, ti infastidisce del mondo dei social?

La cosa più bella è aver scoperto tanti artisti e fotografi di talento con cui confrontarmi e dai quali imparare. Quello che invece trovo spiacevole sono i commenti offensivi e maleducati, spesso scritti solo perché ci si sente protetti dall’anonimato di uno schermo.

Che cos’è il disegno per te?

È molto più di una passione. È stato il mezzo attraverso cui ho sempre espresso la mia personalità e, nei momenti più difficili, è diventato quasi terapeutico. Disegnare mi ha aiutata a trasformare paure e insicurezze in qualcosa di concreto, permettendomi di ritrovare equilibrio. È stato anche ciò che mi ha fatto capire quale fosse davvero la mia strada.

Hai lasciato un lavoro stabile per seguire questa passione. È stata una scelta difficile?

Molto. Dopo circa vent’anni di lavoro in azienda ho deciso di ricominciare da zero. Il mondo dell’arte è competitivo e non è sempre semplice trovare il proprio spazio, ma nonostante le difficoltà sento di aver fatto la scelta giusta. Oggi posso fare un lavoro che mi rappresenta davvero.

Che messaggio ti senti di dare alle ragazze che sognano di intraprendere un percorso artistico?

Non credo che esista una strada uguale per tutti. Ognuno ha i propri tempi e le proprie priorità. Non mi sento di dire cosa sia giusto o sbagliato fare: l’importante è ascoltarsi e trovare il percorso che ci fa sentire davvero bene.

Come sei nella vita di tutti i giorni?

Mi considero una persona semplice, autoironica e affidabile. Non mi definisco una donna esibizionista: gli autoscatti che realizzo fanno parte del mio modo di raccontare la figura femminile e rappresentano più uno sguardo fotografico che un’esibizione. Da quando sono diventata mamma, dodici anni fa, anche il mio modo di vestire è cambiato: oggi scelgo soprattutto comodità e praticità.

Guardando al futuro, dove ti immagini tra dieci anni?

Non ho grandi rivoluzioni in programma, ma tanti piccoli obiettivi quotidiani. Mi piacerebbe ampliare il mio portfolio clienti, lavorare anche fuori regione, realizzare nuovi murales e partecipare ad altre mostre. Continuare a crescere, senza perdere l’entusiasmo che mi accompagna ogni giorno, sarebbe già un grande traguardo.

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https://www.instagram.com/semenzatoirene

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