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Intervista a Desirè Treccani, presidente della Croce Rossa Italiana, sezione di Calvisano (Bs)

Come promesso con piacere ho raccolto la testimonianza del Presidente della Croce Rossa Italiana, Sezione di Calvisano. Cominciamo con le presentazioni…
Mi chiamo Treccani Desirè e sono, per prima cosa, volontario di Croce Rossa e in questo momento ricopro il ruolo di presidente. Grazie Ivana per l’opportunità che mi dai di far conoscere ulteriormente la nostra associazione.

Cosa ti ha spinto ad assumere questo incarico che è certamente molto impegnativo?
Io non so perché ho accettato questo ruolo ma sicuramente posso dire che questa esperienza mi ha insegnato ad essere più riflessiva, ad ascoltare, a dare delle priorità e importanza per prima cosa alle persone e ai rapporti umani.
Mi sono avvicinata a questa associazione per me stessa, con la voglia di mettermi al servizio della comunità ed ho trovato in questo ambiente mille possibilità, infatti io dico sempre che tutti possiamo trovare in Croce Rossa la nostra collocazione.

Quali sono le problematiche maggiori a far convergere le esigenze dei singoli individui con una organizzazione nazionale così complessa (con tutti gli orpelli di queste situazioni elefantiche, burocrazia etc etc)
Essere oggi il presidente di un’associazione così importante è un impegno a 360 gradi, h24, 7 giorni su 7, ma la cosa importante è avere un team di persone che lavorano insieme e che vanno tutte nella stessa direzione. Questa è la fotografia dell’associazione di Calvisano, un team compatto e competente.


Come vi tutelate a livello legale ed umano, visto che lavorate sempre in emergenza e siamo in un paese che perdona nulla, (soprattutto a livello mediatico)?
L’associazione garantisce al Volontario una assistenza sia dal lato della sicurezza che dal lato umano.
Per quanto riguarda la sicurezza abbiamo una tutela assicurativa e per quello che riguarda l’individuo nella sua complessità abbiamo organi preposti che ci possono aiutare in situazioni di disagio o traumatiche.


Quale è l’impegno richiesto da questo tipo di scelta?
Volontario per me significa poter offrire un aiuto in qualsiasi ambito ci sia la necessità ma anche saper dare un aiuto competente e preciso ed è quello che io voglio sempre vedere nei miei colleghi e in me stessa. Durante tutti i nostri interventi, in qualsiasi ambito si stia operando, è importante riuscire ad essere empatici verso le persone che abbiamo davanti ma allo stesso tempo avere il giusto distacco proprio per riuscire a far fronte a tutte le situazioni che si presentano in maniera oggettiva.


Questo non è sicuramente facile, è una condizione che si impara con il tempo ma che è fondamentale per il nostro equilibrio interiore e la nostra serenità. In questo il Covid ci ha, allo stesso tempo, forgiato ed irrimediabilmente segnato. E’ difficile dimenticare le situazioni che abbiamo vissuto e certi momenti ognuno di noi li porterà dentro per sempre.


Che cosa ti aspetti da questo tuo impegno?
Il Volontario, proprio perché è volontario, non si deve aspettare nulla, la nostra più grande gratificazione sono i grazie ed i sorrisi delle persone che accompagniamo in momenti un po’ particolari. Queste sono le nostre soddisfazioni e i nostri compensi.

Qualche altra riflessione per avvicinare la gente comune alla vostra associazione?
L’esperienza di volontario vissuta in questi anni, e che spero prosegua ancora per tanto tempo, mi ha sicuramente cambiata, mi ha reso più comprensiva e tollerante. In questo percorso continuerò a cercare di migliorare, c’è sempre un margine di crescita.

Ringrazio di cuore la Presidente Desirè Treccani e Vi aspetto al prossimo appuntamento con il Presidente della Banda Civica.

Intervista a cura di Ivana Tratta

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