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INDIA: KATARMAL E IL SUO TEMPIO

I primi raggi del sole cadono dritti su questo tempio del sole.

Il tempio
Il tempio del sole di Katarmal ha oltre 800 anni, venne costruito ad un’altitudine di 2.116 metri nella regione dell’Uttarakhand, nell’estremo nord dell’India. Si tratta di un monumento di importanza storica e di un magnifico esempio di incisioni su pietra e legno.

L’architettura del tempio a Katarmal
Il famoso tempio del sole di Katarmal è noto anche come tempio di Baraditya. Il villaggio di Katarmal si trova ad una distanza di 14 km a ovest di Almora. Non è stata trovata alcuna prova storica che suggerisca esattamente chi abbia costruito il tempio.

Probabilmente fu commissionato e costruito da Katarmaldeva che fu il 33mo re della dinastia Katyuri, secondo l’albero genealogico della famiglia reale di Askot. In base all’albero genealogico Doti fu il 22° regnante, quindi in base a queste supposizioni il tempio risale al XIII secolo. Entrambi gli alberi genealogici delle famiglie reali, infatti, si riferiscono a lui come al figlio del re Basantideva. I re della dinastia Katyuri erano ferventi seguaci del Dio del sole. Anche i nativi di questa regione erano adoratori di ‘Bela’, il Dio del sole o Surya devta, quindi sono conosciuti come Belawala. Riferimenti a Barad tya (l’altro nome del tempio) si trovano nel Manaskhand e nella Sanhitas vedica. Così il nome Baraditya è indicativo della natura e del carattere del sole, vale a dire la verità eterna.

Ci sono circa 45 santuari in miniatura che circondano la struttura principale del tempio. Secondo Katoch la zona del tempio inizialmente era composta da 54 santuari in miniatura. Lo studioso ha trovato iscrizioni in Nagri risalenti al XIV – XV secolo (Vikrami (Katoch, 1996, p. 93-94)).
I santuari in miniatura sono stati costruiti più tardi, in un periodo di almeno due secoli. Molto probabilmente i re successivi potrebbero averli commissionati come segno di riverenza al Dio sole o come ringraziamento per le benedizioni della divinità.

Katarmal: i tempietti in miniatura
La struttura del tempio principale, affacciato ad est, è nel tipico stile indiano del nord.
Il santuario è costituito da una garbhagriha (cella) quadrata, seguito da un antarala (stretto vestibolo tipico di un tempio indù) che collega la cella con il mandapa (il porticato esterno sorretto da colonne). All’esterno la cella misura 7,30 metri.

Il tempio poggia su una pistha (piattaforma) ed è costruito su vari livelli orizzontali di pietra. La baranda (una modanatura) divide il corpo del tempio dalla gandi (la torre) che si erge alta e quindi piega gradualmente con una forma curva convessa.
Possiamo supporre che la forma dei componenti architettonici che compongono il sacrario principale siano serviti come modello per i templi in miniatura.

L’intera struttura del tempio, compreso il santuario principale, così come i santuari in miniatura, è eretta su una piattafo ma alta, cui si accede da una rampa di scale. Così si erge magnificamente evidenziando grandezza ed eccellenza.

Sculture in pietra, Tempio del sole Katarmal
A sud del tempio c’è un sorgente, nota come Surya – Kunda. L’acqua di questa Surya-kunda è stata utilizzata per eseguire i rituali nel tempio.
Asi nelle sue relazioni aveva parlato di 60 sculture, ma ne sono rimaste solo poche, attualmente custodite nel tempio principale.
La statua del Dio del sole risale al tardo periodo medievale ed è fatta con pietra locale di colore bruno-grigiastro. E’ posta nella garbhgriha (la cella del tempio) su un supporto alto 93 cm. Il Dio del sole è seduto su un piedistallo di loto. Indossa una yagyapavit e le scarpe, in quanto originario dall’Asia centrale.
C’è un alone dietro la testa. Qui la raffigurazione del simbolo navagriha è evidente.
Su un lato Ragyi e Nishprbha sono intagliati in piedi con del cibo, come è raccontato nell’Agnipurana. Dall’altro lato due Kinnars (assistenti) che indossano lunghe ghirlande sono intagliati in piedi sotto ad un Vidyadharas in volo.
Tra i suoi piedi c’è l’immagine di un Maladhar.

Porta in legno del tempio del sole a Katarmal
L’antica porta è stata rimossa e attualmente è esposta nella galleria al piano terra del Museo nazionale a Nuova Delhi.
E’ formata da due parti, ognuna con quattro pannelli quadrati scolpiti su un telaio rialzato. I pannelli sono decorati con le immagini di Shiva, Vishnu, Bhairava e di coppie amorose. Il telaio rialzato intorno i pannelli della porta è ricoperto di fiori rampicanti, intercalati con sculture raffiguranti animali ed esseri celesti.

1. Uma Maheshvar – Nel primo pannello Parvati è sul lato sinistro di Shiva che è seduto su un trono di loto. Un toro e un leone sono seduti vicino al trono. Nell’angolo a sinistra c’è un’immagine di Daksha (con la testa di capra) con le mani piegate. Sul lato sinistro c’è un inserviente in piedi e su entrambi i lati ci sono portatori di ghirlande. Shiva ha un tridente nella mano destra e indossa una corona con in cima un serpente, orecchini ovali e una collana al collo. La mano sinistra tiene un serpente arrotolato. I capelli di Parvati sono annodati a forma di ciambella in cima alla testa, assomigliando ad una corona.
Parvati indossa una collana che arriva fino al ventre.

2. Vishnu e Lakshmi – Vishnu e Lakshmi sono raffigurati in piedi; Lakshmi è alla sinistra di Vishnu ed è coronato da una sciarpa sulla testa. I suoi capelli sono raccolti e cadono sulla spalla sinistra.
Vishnu dalle quattro braccia è incoronato, con un chakra (disco) e una conchiglia nella mano sinistra e una mazza nella mano destra.
L’immagine di Vishnu è ornata con una ghirlanda lunga che si estende sotto le ginocchia. Nel centro di entrambe le immagini, sotto la loro linea della vita c’è un’immagine di Sridevi o Prithvi. Sul lato destro di Vishnu c’è un’altra immagine in piedi di Garuda. Su entrambi i lati della corona di Vishnu ci sono portatori di ghirlande.

3. Shiva uccide Andakasura
Questa composizione sembra rappresentare Shiva che uccide Andakasura. Shiva dalle otto mani, con le sinistre impugna una raktpaatr (coppa per mantenere il sangue), un damru (piccolo tamburo a due casse) e un serpente.
Nelle mani destre tiene un khatvang (bastone con un teschio) e un rosario. In basso è raffigurata una divinità femminile, potrebbe essere Yogeswari o Dorina (consorte di divinità). Una composizione simile, molto più grande, si può ammirare nella grotta No. 29 grotte di Ellora ed anche a Elephanta, dove la lavorazione è molto più elaborata in confronto a quella di Katarmal. Shiva ha i baffi, indossa perline, orecchini, una collana ed una lunga ghirlanda.

4. Shiva con Yogeswari
Shiva dalle otto braccia, nelle mani sinistre impugna un damru, una raktpaatr (coppa) e un serpente, nelle mani destre tiene un khatvang (bastone sovrastato da un teschio), un pugnale e un serpente.
Yogaswari è stato creato da Sh va, dalle fiamme della sua bocca.
5. Mithuna (coppie in amore).
6. Mithuna (coppie in amore).

Oltre la porta di legno, nel Museo Nazionale di Dehli è conservato un pilastro in legno alto circa un metro e mezzo, prelevato da Katarmal.
Il capitello è scolpito con mangalghat, serpenti intrecciati su entrambi i lati, con due donne con le mani mani giunte.
L’immagine centrale raffigura un Dio scolpito in altorilievo in piedi nella postura tribhang, con il viso tondo e con gli occhi spalancati.
Purtroppo l’immagine è parzialmente danneggiata, quindi non possono essere identificati gli attributi tenuti nelle sue mani.
Anche questo pilastro apparteneva ad una struttura che potrebbe essere precedente alla costruzione del tempio attuale o potrebbe essere stata una sua parte.

Feste celebrate al tempio del sole, Katarmal
Secondo il calendario indù è un giorno speciale, la prima domenica di ogni anno, infatti, qui viene organizzata una festa e Katarmal si riempie di un gran numero di devoti, uomini, donne di tutte le fasce d’età e bambini dai villaggi e città vicini ed anche pellegrini provenienti da regioni lontane.
Il sito del tempio, magnifico e maestoso, è an mano da sankirtan, vale a dire canti per esaltare la divinità. I devoti vestiti in abiti colorati aggiu gono un ulteriore tocco cromatico al paesaggio, composto da una vegetazione lussureggiante, che spicca accanto all’architettura del tempio in pietra grigia.

In questo giorno viene anche organizzato il bhandara, con tutti i devoti che mangiano insieme il cibo preparato per l’occasione secondo le norme e i rituali osservati per la domenica vrat o per i digiuni tenuti dai seguaci del Dio del sole. Sono inclusi il Puri e il Kheer, quest’ultimo è un dolce indiano, preparato con riso e latte. Il Puri è un pane azzimo di farina di frumento, la pasta è fatta aggiungendo acqua alla farina e stendendolo in forma circolare per friggerlo nel ghee. Solitamente è fritto nell’olio, ma poichè l’olio è tabù per i digiuni della domenica, il Puri viene fritto nel burro ottenuto dal latte di mucca. Secondo la credenza la notte di sabato nel mese di Pausha (il 10° mese dell’anno Hindu), viene organizzata una festa, seguita dal culto speciale per preparare i rituali offerti al Dio sole la domenica.

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