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INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

Roma, 4 settembre 2013
Già dalle prime ore del mattino, piazza gremita, fiumana di gente, di cori accorsi da ogni dove per salutare il Santo Padre, per ricevere da lui un saluto se pur da lontano, una benedizione, un poco di balsamo tra le tante difficoltà e traversie che la vita offre quotidianamente conficcando spine nel costato.
Anche noi fra loro, sotto un cocente sole settembrino che non concede requie. Tra serpeggi, vie tortuose dopo lunghe attese un poco impazienti finalmente veniamo introdotti sulla gradinata di sinistra, che detto così per i profani come noi, letto sull’invito senza porvi molta attenzione, potrebbe sembrare irrilevante, quasi insignificante. Sorpresa delle  sorprese!!! Ci vengono indicati  quattro posti in prima fila accanto al podio papale!!!
Per magia Vittoria improvvisamente ricade in un sonno profondo, indisturbata dal caos  che tutto attorno freme, dalle voci improvvise, dagli sbalzi di tono. Gentilmente un operatore, vista la calura ci offre di ripararla con un enorme ombrello bianco a righe gialle.
Lunga l’attesa che si fa tremito e tremore, esultanza quando da lontano si scorge la figura bianca giungere con le braccia alzate in segno di benedizione.
Vescovi e cardinali vanno e vengono discutendo a voce bassa di questioni importanti.
Uno di loro, attratto dalla piccola Celeste che fa baccano si sofferma apostrofandola con dolce ironia, sorridendo, la carezza guardando Vittoria che rapita dai folletti del sonno dorme premurosamente informandosi sullo stato di salute. Intenerisce  la lettura del S. Vangelo, coinvolgenti ed emozionati le parole del Padre che dalla bocca, uscendo plasmate dal core, allargandosi a raggiera si spandono su quelli vicini  e distanti.
“Spalancate le porte alla speranza e voi giovani siate in nostro futuro, la nostra forza!!!”
Soffermandosi sul viaggio fatto in Brasile continua accentuando l’umanità dei locali sottolineando l’importanza di portare la parola di Cristo testimoniando, dando esempio, formando la chiesa di Dio
non quella che si legge sui giornali
che fa notiziana ma quella racchiusa da piccoli gesti d’amore, nella semplicità di ogni giorno, nelle scelte a cui siamo chiamati per dare risposta poiché solo in Cristo troveremo tutto …”.
La calura diviene insopportabile, si fa paonazza in viso Vittoria, spaventati chiediamo aiuto ad una signora poco distante che scopriamo esser un medico la quale allarmata subito ordina del ghiaccio istantaneo con l’ordine di spostare la piccola sotto la pensilina in modo possa riequilibrarsi per non incorrere in seri problemi.
Accelerando l’andatura, emozionati, c’affrettiamo a raggiunger la postazione coinvolti dall’andirivieni dei doni che piovono da ogni dove, posti dagli addetti sopra il palco. Accanto a noi siede in braccio alla mamma una bimbetta di quattro anni, Beatrice da Torino dove i genitori disperati non sapendo dove volger  lo sguardo lo inoltrano in quello del Padre. Breve ed intenso lo scambio di idee, intriso di dolore e di amarezze ma anche di speranza e di affido nell’Altissimo per mezzo di una bustina bianca contenente i documenti medici che narrano la storia della piccina nella speranza che il Papa scorgendola possa intercedere. A distanza di breve, nel frattempo il colorito di Vittoria si è normalizzato, veniamo invitati ad appostarci, accanto alla transenna da dove giungendo
allargando le braccia, fissando dritto negli occhi nell’animo e nel cuore abbraccia Vittoria la quale tra le mani stringe il nostro libro dono per il pontefice che la piccola peste non intende lasciare
scatenando l’ilarità dei presenti.
Intervenendo Papa Francesco ci esorta a non innervosirla, di non preoccuparsi che il libro più tardi gli sarà recapitato.
“Lei è Vittoria, gli dico “e lei è Celeste, mentalmente affidandogli le nostre famiglie presenti ed assenti. – “Bene!!” mormora, “Forza e coraggio!!”.
L’emozione è tanta, infinita e smisurata dove pochi istanti sembrano un’eternità di  bellezza rara ed unica, perla preziosa che nel cuore rulla e prilla, esulta gioendo facendo dei piedi delle ali
che alto si sollevano fra le volte celesti da dove mia madre sorridendo, sorride felice.
Al Padre della vita, ancora  e sempre grazie, indiviso pieno ed autentico vivo, come le membra vive di un unico corpo, che è il corpo di Cristo.

MILENA, LA MAMMA
DI VITTORIA E DI CELESTE

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