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“In una stalla”

Giuseppe, Maria ed il somarello,
percorrevan la via di un paese, molto poverello.
Bussarono alla porta di una locanda:
Signora, la prego, avete una stanza, l
a mia sposa deve partorire
e come fa se non si riposa?
Vedete, comincia già a soffrire!
Mi dispiace molto, ma son tutte occupate,
provate a guardare più avanti,
magari ce ne sono e poco distanti.
Il povero asinello proseguì il suo cammino,
con in groppa la Madonna
ed in pancia il suo Bambino.
Giuseppe, Amore, fa qualcosa,
il Bambino vuol proprio uscire,
fermiamoci da qualche parte, devo proprio partorire.
Ecco, qua c’è una stalla, entriamo,
con la paglia ti preparo un giaciglio,
così finalmente, potrai avere nostro figlio.
Spingi, spingi, forza Maria, ormai è quasi fatta,
ecco, adesso è fuori tutto.
Ma è stupendo, è il bambino più bello del mondo!
Lo avvolgo in fasce, e lo depongo nella mangiatoia.
Il bue e l’asinello con il loro fiato,
lo scalderanno e faran si che non muoia.
PIÙ DI 2000 ANNI DOPO, il miracolo sta per ripetersi.
Case e paesi stiamo addobbando,
in attesa che arrivi il figlio di Dio.
Ma il nostro spirito e la nostra anima,
sono pronte ad accogliere il Salvatore?
Luci e luminarie son dentro di noi
aperte al Redentore?
Nonostante sia il Re del cielo, non in un
magnifico castello ha voluto venire alla luce.
Una semplice umile stalla, un posto pieno di pace;
il Buon Dio, ha scelto proprio il posto dove lavoro io.
Questo mi riempie di fierezza e orgoglio;
ascolta meravigliosa stella cometa dalla lunga scia,
Gira tutto il mondo, illumina la via,
Dì a tutte le genti che Gesù Bambino,
È nato proprio nella stalla mia!!
Giordano

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