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IN TIME

Vuoi essere avvisato in anticipo dell’organizzazione di eventi, manifestazioni, rassegne, anteprime cinematografiche e film in programma nella tua zona? Manda un email a: piergiorgio.ravasio@email.it L’ossessione per la giovinezza si sa che da sempre è l’incubo di tante donne. E non solo quelle. Sempre tutti impegnati a mantenere in forma il proprio fisico; a ricorrere a ritocchi estetici per mostrare meno anni di quelli reali; a dedicarsi ad ore e ore di attività sportiva per smaltire chili in eccesso, frutto di qualche esagerazione culinaria meritevole di attenzione e alla quale non ci si è riusciti a sottrarre. Per non parlare, poi, guardando all’altro lato della medaglia, delle industrie di bellezza e salute che investono ogni anno miliardi di dollari e di ore nella ricerca di sistemi per fermare l’invecchiamento. Mentre la scienza si avvicina alla scoperta del rimedio per combattere il complicato processo dell’invecchiamento, nel frattempo c’è un uomo che potrebbe aver trovato la maniera per mantenere gli esseri umani sempre giovani; almeno sulla carta: il cineasta Andrew Niccol (l’autore di “Gattaca” e di “The Truman Show“) il quale, combinando sequenze di azione ad una sceneggiatura sicuramente originale ed avvincente, ci presenta, con lineare semplicità, un thriller d’azione che, sconfinando in un’analisi della società, ci dice qualcosa sull’umano desiderio di rimanere giovani per sempre. Ambientato in un mondo che non è poi così tanto diverso da quello in cui viviamo noi oggi, il tempo è letteralmente denaro. Tutti gli esseri viventi nascono con un orologio al polso. Una volta arrivati a 25 anni, momento in cui il lobo frontale del cervello e il corpo sono considerati pienamente maturi, l’orologio comincia a funzionare e da quell’istante ogni persona ha solo un anno da vivere. Will Salas (la star della musica Justin Timberlake), vive in una delle zone più povere. Il suo orologio corporeo indica sempre che ha solo altre 24 ore da vivere e per questo trascorre le sue giornate a lavorare in una fabbrica per guadagnare un altro giorno di vita. Lo stesso vale per sua madre, Rachel (Olivia Wilde). A complicare la vita ci stanno anche bande di criminali costantemente alla ricerca di espedienti per rubare il tempo agli altri, al punto da arrivare pure ad uccidere. Quando Will riesce a salvare il ricco Henry da una di queste bande, Henry gli regala 100 anni di vita. Un “trasferimento” che allerta le autorità (i Guardiani del Tempo) che accuseranno di reato Will e si metteranno sulle sue tracce, decisi a non farselo sfuggire. Will deciderà così di trasferirsi nel quartiere dei ricchi, dove tutti, qui, pur nel terrore di essere derubati o feriti, hanno centinaia se non addirittura migliaia di anni da vivere e dove conoscerà Sylvia, la figlia di un super ricco (la Amanda Seyfried del blockbuster planetario “Mamma Mia!” e del recente “Cappuccetto rosso sangue”). In procinto di essere catturato, il giovane prenderà la ragazza come ostaggio e, quella che era iniziata come una fuga dalla legge, diventa una partita all’ultimo sangue la cui posta in gioco è cambiare le regole che mandano avanti questo mondo. Girato interamente a Los Angeles (città dell’eterna giovinezza), “In time”, pur nella prevedibilità delle sue virate, si risolve in una storia d’azione, storia d’amore e film politico. Un thriller con una discreta e indispensabile suspence. Che, in questo caso, è tutta legata al ticchettio dell’orologio che scandisce i minuti mancanti. Qualcuno apprezzerà il film soprattutto per la storia, i personaggi e le sequenze d’azione; altri si lasceranno trasportare dalla storia d’amore tra Will e Sylvia. Ci si augura che qualcuno rifletta anche sul valore più simbolico della pellicola: quello di vivere in un mondo dove alcuni hanno troppo e altri non hanno nulla.

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