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In Libreria: “HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI”

La nostra biblioteca, situata a Remedello Sotto in prossimità della scuola dell’infanzia, in piazza Ruzzenenti, vi aspetta con tante altre novità ogni lunedì e giovedì dalle 17 alle 19. Se volete contattarci e verificare la disponibilità dei vostri libri preferiti telefonate al numero 328-1807645. “I libri più letti” A cura della Biblioteca di Remedello Sotto “I libri più letti” 1° La camera segreta di Alberto Bevilacqua 2° La fortuna non esiste di Mario Calabresi 3° Il volo del silenzio di Jorge Real “Perché leggerli” Ho sognato la cioccolata per anni Di Trudi Birger È un libro che racconta i duri anni della Seconda Guerra Mondiale che la scrittrice, Trudi Birger, ha vissuto in prima persona durante la sua adolescenza. Purtroppo in questa disgraziata avventura ha potuto contare solo sull’appoggio di sua madre, in quanto suo padre e suo zio erano stati fucilati mentre i suoi nonni materni erano nascosti in un bunker. Quando la famiglia era ancora al completo, per nascondersi dai tedeschi e non essere scoperti, dovettero adottare varie soluzioni come vivere in una cella frigorifera dove però furono scoperti e portati in un ghetto. Nel ghetto la vita era atroce anche perché Trudi e la sua famiglia assistevano come di routine a violente sparatorie e torture a danno degli altri ebrei. In quegli anni la scrittrice lavorava con sua madre in un ospedale militare tedesco dove conobbe un soldato Alex Benz con cui aveva particolari rapporti che puoi si interruppero a causa del trasferimento del nazista. Tempo dopo Trudi e sua madre furono portati al campo di concentramento di Stutthof in cui superarono la selezione. Qui tutti giorni venivano mandate iin campi di lavoro più piccoli dove avevano il compito di preparare le postazioni dei carriarmati. In un giorno di lavoro purtroppo il piccone con cui la scrittrice lavorava le si conficcò nella gamba producendo un’infezione e dopo giorni di sofferenza lei e la madre furono trasferite di nuovo a Stu6tthof dove c’erano i forni crematori e le camere a gas. Insieme ad altre donne furono spinte dai soldati in enormi capannoni dove avveniva un’altra selezione. Purtroppo qui le strade di madre e figlia si divisero in quanto lei fu condannata ad essere cremata. Una soldatessa però udì la sua storia e avendo pietà di lei non la fece uccidere, ma la condusse da sua madre. Intanto le cose cambiarono: dal 1945 i nazisti non utilizzarono più le camere a gas e in quel periodo i russi cominciarono a bombardare il campo in cui si trovavano così che i tedeschi imbarcarono tutti sulle navi. Proprio la nave su cui Trudi era imbarcata fu colpita da una bomba britannica. Fortunatamente riuscirono a salvarsi. Quando tornarono a terra Trudi conobbe un ragazzo, Zeev che successivamente sarebbe diventato suo marito. I due sposi con la madre di Trudi si trasferirono a Gerusalemme dove vissero anni felici con però sempre impressi i devastanti ricordi di una guerra che rimarrà sempre incisa in loro. Un libro commovente da leggere per non dimenticare ma, anche un libri avvincente, tutt’altro che noioso capace di coinvolgere anche i più giovani. È un modo per conoscere anche un modo di sofferenze che ai ragazzi della mia generazione può apparire lontano, ma non è possibile rimanere indifferenti di fronte alle vicissitudini che l’autrice racconta. Una storia di vita e di speranza per chiunque voglia conoscere la Shoah in modo non troppo “scolastico”. Caterino Mariarosa (anni 12)

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