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In balia del vento

Cambio direzione più veloce di una banderuola al vento. Il mio sguardo vaga costantemente. Instabile. Instabile come avrei dovuto essere a 16 anni quando invece ero troppo avanti e mi perdevo a farmi domande fuori tempo.
Facevo fatica a seguire il ritmo, a cantare la melodia giusta e scrivevo, scrivevo tantissimo durante le ore di italiano. Ancora adesso ogni tanto perdo l’orientamento e mi trovo in bilico. In uno di quegli attimi in cui il passato, il presente, il futuro si mescolano e si confondono tanto che tutto è possibile. In quei momenti penso alle sei coincidenze, a ciò che sarebbe dovuto essere. Proprio così, a ciò che sarebbe DOVUTO. Nessuno scampo, nessuna possibilità contraria. Es muss sein. Completamente sospesa mi trovo a sussultare di fronte al cellulare che si illumina. “Un nuovo messaggio”. Dritto fino a me, ancora persa nel mio vortice senza tempo. Che sia un prodotto della mia immaginazione?
Impossibile, l’immaginazione come la parola è capace di muovere le montagne, ma non influenza certo la tecnologia. Rispondo e cancello veloce l’sms. Mi giro, ho lo schermo del computer davanti a me. Aspettavo delle parole, inizio io a scriverne. Diverse. Da un’altra parte. In un’altra direzione. Un’altra me.
Questa sono io nel presente, le mani vuote. Ho lasciato a terra le illusioni. Ho dimenticato il dovere. Ho smesso di aspettarmi che il possibile sia possibile. Ho iniziato a tentare senza credere.
Cambio, veloce come una banderuola al vento. E da queste parti ne soffia parecchio.
Moira

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