Ileana, quando la fotografia diventa un viaggio verso se stessi

C’è chi arriva davanti all’obiettivo per cercare visibilità e chi, invece, lo sceglie come strumento per ritrovare se stesso. Ileana, 27 anni, illustratrice sarda, appartiene alla seconda categoria. La fotografia è entrata nella sua vita quasi per caso, trasformandosi in un percorso di crescita che le ha insegnato a guardarsi con occhi nuovi. Oggi posa non per inseguire numeri o popolarità, ma per raccontare storie, dare valore al corpo come forma d’arte e continuare a esplorare la propria creatività.

Chi è Ileana lontano dai riflettori?

Mi chiamo Ileana, ho 27 anni e vivo in Sardegna, in provincia di Cagliari. Ho studiato in un’Accademia d’Arte e lavoro come illustratrice. L’arte è sempre stata il filo conduttore della mia vita e mi affascinano tutte le forme di espressione creativa. La fotografia e il mondo della modellistica non rappresentano la mia professione, ma una passione che porto avanti accanto ai miei progetti artistici. Mi piace sperimentare, conoscere persone con sensibilità diverse dalla mia e mettermi continuamente alla prova.

Che rapporto hai con i social network?

Per molto tempo è stato un rapporto complicato. Da una parte riconosco l’enorme potenziale dei social nel sensibilizzare e creare connessioni, dall’altra mi hanno sempre intimorita. Oggi li vivo come uno strumento che mi permette di entrare in contatto con fotografi, artisti e creativi, senza però trasformarli in una rincorsa ai numeri. Non mi considero un’influencer: preferisco raccontare una storia, condividere qualcosa che abbia un significato e divertirmi lungo il percorso.

Wood mood – Ileana Dettori

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso le tue immagini?

Vorrei che il corpo fosse visto come uno strumento artistico e non come qualcosa da giudicare. Per me è fatto di linee, forme, colori, emozioni e racconti. Amo condividere fotografie curate, creative e rispettose del lavoro che c’è dietro ogni scatto, perché credo che ogni immagine possa raccontare molto più dell’aspetto esteriore.

Come è nata la tua passione per la fotografia?

È iniziato tutto circa tre anni fa, in un momento in cui vivevo un forte disagio nei confronti del mio aspetto fisico. Faticavo ad accettarmi e a guardarmi allo specchio. Ho deciso di provare a posare proprio per affrontare quella difficoltà invece di evitarla. Con il tempo mi sono resa conto che nelle fotografie vedevo una persona diversa da quella che immaginavo. È stato quasi un percorso terapeutico: ogni shooting mi ha aiutata a conoscermi meglio, ad acquisire sicurezza e ad apprezzare il mio corpo senza pretendere che fosse perfetto.

Ti senti all’inizio di una carriera nel mondo fotografico?

In questo momento voglio solo capire dove può portarmi questa splendida avventura. Ho iniziato per motivi esclusivamente personali e solo recentemente ho deciso di condividere questa parte di me collaborando con alcuni fotografi. Ogni esperienza mi permette di confrontarmi con visioni artistiche diverse e, allo stesso tempo, di costruire poco alla volta la mia identità.

Qual è la soddisfazione più grande che questo percorso ti ha regalato?

Essermi messa in gioco nonostante tutte le mie insicurezze. All’inizio posare significava affrontare paure molto profonde e il timore di essere percepita in modo diverso da ciò che sono realmente. Ho collaborato ancora con pochi fotografi, ma ogni shooting mi ha lasciato qualcosa di importante. Ho capito quanto siano fondamentali la fiducia, il rispetto reciproco e la comunicazione tra fotografo e modella.

Che cos’è oggi la fotografia per te?

È uno strumento di espressione e di crescita personale. Mi ha insegnato a guardarmi con maggiore gentilezza e ad accettare parti di me che prima rifiutavo. Non penso che tutti debbano fare i modelli per conoscersi meglio, ognuno trova la propria strada. Però credo che molte persone rinuncino a mettersi in gioco per paura del giudizio. Io l’ho fatto per anni e oggi mi rendo conto che spesso siamo noi stessi a rinchiuderci in spazi troppo piccoli, come pesci rossi dentro una boccia.

Come sei nella vita di tutti i giorni?

Sono una persona molto semplice. Mi piace vestirmi in modo comodo e seguire quello che sento in quel momento, senza cercare di attirare l’attenzione. Amo sperimentare, uscire dalla mia zona di comfort, osservare il cielo in tutte le sue sfumature, ricercare la luce e il colore. Mi piace anche concedermi il lusso di annoiarmi, perché è proprio in quei momenti che la mente inizia a creare. E poi c’è una piccola felicità quotidiana a cui non rinuncerei mai: sentire il mio gatto fare le fusa. Per me non esiste suono più bello.

Che futuro immagini per te?

Non mi interessa quale forma prenderà il mio percorso, purché nella mia vita continui a esserci l’arte. Tra dieci anni spero di guardarmi indietro e vedere una persona che ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni senza lasciarsi frenare dalle paure. Più che raggiungere un obiettivo preciso, desidero continuare a sentirmi libera di creare, imparare e mettermi in gioco ogni giorno.

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