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IL TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI

Le cellule staminali sono cellule indifferenziate che possono potenzialmente trasformarsi in numerosi tipi di cellule, tra cui quelle del sangue, nervose, muscolari, cardiache, ghiandolari e cutanee.

Le cellule staminali possono essere prelevate dopo la nascita, dal sangue presente nel cordone ombelicale o nella placenta. Queste cellule staminali possono produrre diversi tipi di cellule del sangue. Il trapianto di cellule staminali si utilizza principalmente nel trattamento di malattie del sangue come la leucemia, alcuni tipi di linfoma e la talassemia.

Le cellule staminali possono essere:
• Cellule proprie della persona (trapianto autologo), raccolte prima della chemioterapia/radioterapia;
• Cellule di un donatore (trapianto allogenico).

Le cellule staminali degli adulti possono essere prelevate dal midollo osseo in anestesia locale o dal sangue in regime ambulatoriale. In quest’ultimo caso, alcuni giorni prima del prelievo, si somministrano al donatore dei fattori di stimolazione che inducono il midollo osseo a rilasciare una maggiore quantità di cellule staminali nel flusso sanguigno. Le cellule staminali vengono iniettate nella vena del ricevente nell’arco di 1-2 ore, dove iniziano a moltiplicarsi e a produrre nuove cellule del sangue.

Dopo il trapianto, vengono somministrati al paziente farmaci immunosoppressori per prevenire la malattia del trapianto contro l’ospite e il rigetto. Non bisogna dimenticare che il trapianto può avere dei rischi infettivi, data la distruzione e riduzione dei globuli bianchi del ricevente, dopo la chemioterapia o la radioterapia. Inoltre, può svilupparsi una recidiva della malattia originaria, che dipende dalla tipologia e dalla gravità del tumore, nonché dalla strategia di trapianto effettuato.
Rielaborato da: MSD Manual

A cura delle Dottoresse
Silvia Bolognini e Chiara Ticozzi

Per domande e curiosità non esitate a contattarci all’indirizzo mail: allascopertadellascienza@gmail.com

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