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IL JUDO E’ VIOLENTO? NATURALMENTE NO!

Credo che nel 2012 sentire ancora persone che ritengano il judo “violento” sia deplorevole. Ma ciò che rende ancora più deplorevole questo pensiero, è sentirlo dire da persone che fanno parte di istituzioni come scuole, cooperative “umanitarie” che sono riuscite a farsi riconoscere come ONLUS, e rappresentanti di religioni. Gente che “giudica” senza conoscere, e poi si lamenta quando le cose non vanno. Una delle frasi che mi ha colpito di più nella mia ricerca sul judo che va, ormai all’età di 36 anni e fuori dalle competizioni, al di là della tecnica fine a se stessa, è quella del fondatore Prof. Jigoro Kano: “solo dopo aver tanto combattuto, così da arrivare al di là della nozione di vittoria e di sconfitta, si aprono le porte di una visione d’amore nella vita. Il combattimento di Judo è come una vaccinazione contro la violenza: la si affronta a piccole dosi, la si vince dentro se stessi e infine si acquista la capacità (o la saggezza) di riflettere nelle diverse situazioni della vita” Credo che la vera violenza scaturisca proprio da queste persone che “giudicano, giudicano e giudicano”, senza alcuna consapevolezza, senza degnarsi nemmeno di aprire un libro o connettersi ad internet per informarsi e soprattutto cercare di “capire”, anziche magari andare su siti che……. Gente che interpreta a proprio vantaggio la Religione affievolendone il vero senso e significato, dirottando dal “DO” la VIA, che è facile e luminosa, perchè cosi deve essere; potrà essere “faticosa”ma è “chiara”, le altre strade potrebbero risultare insicure ed oscure ed è proprio per queste strade che ci vogliono portare, perchè sono certamente meno faticose. Qui si tratta dell’educazione dei nostri figli, del nostro futuro, proviamo a liberare la mente per cercare di fare il più possibile il meglio, cerchiamo di “ascoltare” e non solo e sempre di “sentire”; e questo dovrebbero essere proprio le istituzioni le prime a farlo. Ci sono scuole dove hanno tolto discipline che hanno secoli di tradizione per inserire discipline “moderne”, di cui per correttezza non faccio il nome. Cosa accadrà tra qualche anno? Avremo i confessionali stile Grande Fratello nelle scuole elementari? Faranno dei corsi ai nostri figli per insegnare loro il miglior metodo per entrare in televisione senza alcun studio specifico, senza sacrificio? Il judo insegna il “il miglior impiego dell’energia” non il miglior modo per “VINCERE FACILE” L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura). ha dichiarato il judo come il miglior sport per la formazione iniziale dei bambini e dei ragazzi dai 4 ai 21 anni, consentendo un’ “educazione fisica completa”, potenziando attraverso la conoscenza del judo tutte le possibilità riguardanti la sfera della psicomotricità (collocazione spaziale, prospettiva , ambidestrismo, lateralità, lanciare, tirare, spingere, strisciare, saltare, rotolare, cadere, il coordinamento congiunto e indipendente di entrambe le mani e piedi, ecc.) e lo sviluppo della socializzazione con gli altri, utilizzando il gioco e la lotta come elemento integrativo e dinamico, introducendo lo studio tecnico-tattico sportivo in modo adeguato, oltre allo sviluppo fisico armonioso e completo. Il C.I.O. (Comitao Olimpico Internazionale) considera il judo lo sport più completo, che promuove valori come: Amicizia, Partecipazione, Rispetto e l’impegno per migliorarsi. Marcello Bernardi scrive: Un attività che mi sembra particolarmente consigliabile è quella del judo. Veramente il judo non è esattamente uno sport. E’ anche un eccellente allenamento fisico, questo si, che rende il corpo elastico e forte, e i movimenti precisi, armonici ed eleganti. Ma si tratta di una pratica che va molto al di là delle conquiste di tipo atletico. Il judo, quando sia insegnato da un buon istruttore naturalmente, è estremamente educativo: educa alla collaborazione, al rispetto per gli altri, all’autodisciplina, alla benevolenza, alla generosità. Contrariamente a quello che si crede di solito, non ha nulla di violento, ma anzi insegna l’autocontrollo e la tolleranza. E, cosa molto importante anche questa, non spinge il ragazzo sulla via della competizione e del “campionismo”, ma piuttosto su quella di un costante miglioramento di se stesso. Tratto da “IL NUOVO BAMBINO” (un milione e mezzo di copie vendute e tutt’ora viene ristampato) di Marcello Bernardi (Medico Pediatra di fama nazionale – deceduto nel 2001) Chi volesse commentare o rispondere a quest’articolo può collegarsi al sito www.shentao.it Gabriele Calafati A.S.D. Shentao Scuola di Arti Marziali

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