Non credo al destino, o meglio, non voglio credere che per ognuno di noi ci sia un percorso predestinato o prestabilito, se così fosse, che senso avrebbe sbattersi tanto, darsi da fare per modificare le cose? Nessuno! Tanto vale allora sedersi e attendere che gli eventi seguano il loro corso (ma che tristezza!!!).
Se credessi al destino significherebbe “subire” la vita in lenta e inesorabile attesa “stagnante”. Spiacente, ma io intendo VIVERE la Vita densa di tutto il “condimento” che la rende degna di essere vissuta: gioie e dolori, ambizioni e delusioni, successi e fallimenti, paura e coraggio, errori e conquiste, sfortuna e rivalsa… Tempo fa lessi in un piccolo “grande” libro questo pensiero significativo:
“…il senso della vita è determinato
dall’interazione degli opposti,
giorno e notte, uomo e donna, bene e male…
senza gli uni non apprezzeremmo gli altri
e viceversa, sono quindi tutti indispensabili, anche le crisi, se elaborate,
danno origine ad uno sviluppo…
se vivessimo solo le situazioni piacevoli, vivremmo una vita a metà…”
…La nostra vita è determinata dalle scelte, non dal caso… la libertà più grande,
sorgente di ogni forza è il LIBERO ARBITRIO,
è la libertà di scegliere…”
(tratto da “Quello che conta”di Hal Urban Sperling & Kupfer Editori).
Per dirla con parole mie, credo in un essere superiore che chiamo Dio, credo che mi abbia donato la vita, credo abbia ideato un progetto che mi vede protagonista dandomi i talenti, le potenzialità e che, in quanto tale, sia tutto da costruire e realizzare, grazie alla Sua guida e alle mie sfruttabili capacità, credo nel bene e nella forte motivazione che mi sprona anche quando, paradossalmente, subisco il male….credo alla magnanimità di Dio, al Suo smisurato amore, alla Sua consapevolezza del nostro limite umano, alla Sua grande saggezza….
Rubo ancora spudoratamente alcuni stralci del libro sopra citato “…Dio, dopo averci donato la vita, ci ha offerto la libertà di decidere cosa farne, il potere di fare di testa nostra. La vita è una serie di scelte.
-siamo liberi di scegliere il nostro carattere. Possiamo lasciarci modellare dall’ambiente oppure plasmare personalmente la nostra personalità.
-siamo liberi di scegliere i nostri valori. Possiamo lasciare che siano le mode e i mass-media a condizionarci oppure stabilire autonomamente ciò che è giusto o sbagliato.
-siamo liberi di scegliere come trattare gli altri. Possiamo essere egoisti e irrispettosi o generosi, gentili e disponibili.
-siamo liberi di scegliere come affrontare le avversità. Possiamo lasciarci schiacciare o perseverare e fare del nostro meglio di fronte ad una sfida della vita.
-siamo liberi di scegliere quanto imparare. Possiamo considerare lo studio un dovere sgradevole oppure una grande opportunità per migliorarci, possiamo impantanarci oppure crescere.
-siamo liberi di scegliere quali traguardi raggiungere.
-siamo liberi di scegliere un credo.
Possiamo ignorare la nostra natura spirituale oppure considerarla una dimensione importante dell’esistenza.
-siamo liberi di scegliere quale senso alla vita.
-siamo liberi di scegliere quale atteggiamento tener a prescindere dalle circostanze….”
Credo nell’Amore, ritengo sia il “carburante” che alimenta il motore della vita, è medicina che guarisce, lenisce il dolore e ti carica dell’energia necessaria per affrontare le avversità, è l’incentivo “divino” che anima il nostro agire…. L’amore è linfa vitale per ogni esser umano, è una certezza dalla quale partire per costruire il pensiero e l’ideologia soggettiva…
Non esistono formule magiche o teorie efficaci, esiste l’amore, eterno o limitato, vissuto o sognato, concreto o idealizzato, atteso o perduto e diversamente manifestato com’é giusto che sia. Una sublime manifestazione d’amore è il matrimonio, con esso decidi di condividere il dono più grande, la vita, con una persona diversa che ti completa, è una scelta impegnativa poichè l’amore è impegnativo, richiede coraggio, forte determinazione, ed energie inesauribili.
Un rapporto appagante vive di reciprocità, è una comunione di valori spirituali e carnali che misteriosamente si fondono per originare un fine comune, la vita insieme! E’ un percorso difficile, lastricato di ostacoli ma anche di piacevoli sorprese, donarsi alla persona che ami è un “rischio” emozionante, abbandonarsi richiede fiducia, la fiducia con il rispetto, la serietà, la correttezza, l’onestà, la trasparenza, il dialogo sincero sono i presupposti fondamentali per un ottimo inizio. Quindi il matrimonio, a mio parere, è solo il primo traguardo, è la fase iniziale di un meraviglioso viaggio da compiere insieme, e, con l’amore, una crescita costruttiva seguendo un percorso unico nel rispetto però, delle diverse aspirazioni. E’ un cammino condiviso con la consapevolezza di poter contare sul sostegno e l’affidamento reciproci….
E qui arrivo al punto 3: l’anima gemella.
Per quanto mi riguarda voglio credere d’aver trovato l’anima gemella, sono vent’anni che mi sopporta…e non perchè sia identico a me, l’uomo che ho sposato e che è l’orgoglioso padre dei miei 3 gioielli, è la persona che mi completa proprio per le diverse caratteristiche che possiede. Siamo complementari, ci compensiamo attingendo le qualità che scarseggiano e offrendo quelle che ci caratterizzano, migliorando il nostro “star bene insieme”.
Presi singolarmente siamo un cerchiolino ma insieme formiamo un grande cerchio arricchito dalle nostre diverse personalità, abbiamo il dovere morale di sviluppare le nostre peculiarità, ci siamo aspettati, ci siamo scelti, ci siamo uniti e abbiamo ulteriormente ingrandito il “cerchio” con le nostre sorprendenti bambine.
Siamo una squadra vincente, orgogliosi della strada percorsa e grati per la “ricchezza” di cui godiamo! Principi e principesse li lascerei alle favole, mi piace pensare che esistano uomini e donne capaci di assumersi responsabilità e impegno concreti, la perfezione appartiene solo a Dio, noi siamo pieni di difetti e virtù, siamo tutti uguali perchè coniati dall’Amore di Dio, siamo tutti diversi perchè per ognuno di noi Dio ha ideato un progetto e siamo UNICI perchè ognuno di noi è artefice della propria vita e realizzatore o vanificatore del progetto iniziale! Concludo sperando di non avervi annoiati, anzi, confido in un proficuo, civile, pacato, e aperto confronto.
“Dio non ti chiede se vuoi la vita.
Non è quella la scelta reale.
VIVERE si deve. La scelta è come!”
(Henry Ward Beecher)
Orietta


