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IL CARISMA DI ADRIANO CELENTANO NELLA CRESCITA DI UNA RAGAZZINA DI SOLI 9 ANNI

Sono Maria Pia Tagliaferri, una studentessa di 20 anni e vivo a Napoli. Volevo condividere con voi un’emozione straordinaria vissuta da bambina che credo rimarrà viva dentro di me per tutta la vita. La scintilla è scoccata 9 anni fa, quando avevo 12 anni. Uscì l’album “Le Migliori” con Mina. Ricordo che ero a tavola a cenare quando vidi un servizio su di loro in TV. Durò solo pochi secondi, ma qualcosa mi colpì profondamente. Mentre continuavo a mangiare, il suo nome mi ronzava in testa: Adriano Celentano… Adriano Celentano… Non riuscivo a togliermelo dalla mente. (Conoscevo già il suo nome e una sola canzone… ma nulla di più.)
Appena finita la cena, corsi su YouTube e misi su una playlist di alcune delle sue canzoni che mi ispiravano per nome. Quella sera, però, quasi non riuscivo a staccarmi. Passai tutta la notte ad ascoltarlo e a leggere di lui.
Fui completamente folgorata dal suo carisma, dalla sua originalità. Mi sembrava un artista unico, diverso da tutti gli altri. Era una potenza che mai avevo sentito prima d’ora.
Da quel momento, iniziò tutto. Per farla breve, settimane dopo, ero già immersa nelle ricerche sulla sua storia, la sua vita privata… i suoi album… conoscevo quasi tutto di lui.
Passavo nottate intere a leggere articoli e guardare video, trasmissioni, tutto quel che riuscivo a scoprire. Poi, inevitabilmente, mi innamorai perdutamente. Non solo dell’artista geniale, sublime e inimitabile che è, ma proprio dell’uomo. Affascinante, seducente, carismatico, misterioso e incantevole… quale è! Insomma, fu una scintilla che non dimenticherò mai! Ho un ricordo molto delicato dei primi anni in cui iniziai a seguirlo. Frequentavo la scuola media e capitai nella classe peggiore dell’istituto (solo perché mia mamma conosceva bene le insegnanti). Senza fiatare, dovetti rimanere lì, senza poter cambiare sezione. C’erano bulli, confusione, quaderni che volavano, litigi ogni due secondi tra ragazzini. Le urla a squarciagola dei professori contro di noi riempivano la mia mente senza lasciarci un attimo di tregua. Nessuno mi ha mai fatto del male, semplicemente ero piccola e, a volte, mi lasciavo condizionare. Poi, però, quando iniziai a seguire Celentano, qualcosa cambiò.
Ricordo che, mentre tutto questo caos accadeva intorno a me, Adriano entrava nel mio cuore giorno dopo giorno, e in quell’aula, nella mia immaginazione, la ruggine e il cemento si sgretolavano per lasciare spazio ai fiori.
Guardavo fuori dalla finestra… e pensavo ad Adriano, pensavo a quando sarei uscita da quell’inferno e avrei messo le cuffie nelle orecchie, per entrare finalmente nel mio mondo magico, pieno d’amore, dove non esiste violenza, iprocrisia, goffaggine, crudeltà… grazie a lui. Ogni giorno, mentre il caos era alle mie spalle, in casa e a scuola sedevo accanto alla finestra grande. Mi giravo, appoggiavo i gomiti sul davanzale e chiudevo gli occhi. Pensavo a lui, intensamente, e a quanto avrei voluto scappare nel suo mondo… se solo non fosse stato così irraggiungibile. Poi, sempre a scuola, scrivevo lettere. Mettevo su carta tutto quello che provavo per lui, facendo finta che le avrebbe lette. Adriano era il mio rifugio, e lo è tuttora.
È il mio posto sicuro, la mia casa.
Una volta che entri nel suo mondo, la crudeltà del mondo esterno svanisce. Ti ritrovi a conoscere l’amore vero, la purezza, l’ingenuità e trovi coraggio a cambiare, a essere migliore con i suoi insegnamenti. È un mondo nuovo che solo chi lo segue e lo ama può davvero comprendere. E io faccio parte del suo mondo, e ne sono grata.

Maria Pia Tagliaferri
(Napoli)

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