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I Viaggiatori pensanti

Una sorta di rivincita non mi sembra più così distante da quei giorni abusivi,  nel contrasto di colori subordinati a particelle di inconsumata libertà,  frugare nelle nebbie diradamento del passato e rigano con tutta la loro moribonda sorte, ogni avverso ostacolo pronto a frenare questo impeto di amare rabbiosamente, quel morbo di sapore amaro simile alla ruggine in quanto corrode ogni goccia d’inventiva, s’affaccia nel contesto di plateale provocazioni insensate al fine di costruirci uomini veri, con tutti i nostri difetti ma con il profumo di nuove attese per esprimere sensi primitivi di questo nostro costante ritmo per accedere ad un’ottica predisposta per altri ben lungimiranti obiettivi, rimaniamo sorpresi dall’evolversi degli avvenimenti che ci proiettano in un’altra realtà,  incurante di schemi inseriti in approssimative logiche  che non tengono conto di quale immane fatica costa per comporre testi destinati a rimanere prigionieri delle nostre ideologie, scalza un vento contrario fino ad impedire ogni contatto amichevole per recuperare umanità… ma noi, figli della passione, non vogliamo solo accarezzare un motivo di utopia, ma siamo pronti a scommettere sulle nostre possibilità di cavarsela anche in situazioni impossibili, forse perché siamo pronti a sacrificare parte di noi, pur di sconfinare nella fantasia di un sogno acceso, cercando di far essiccare le ferite provocate da insostenibili delusioni, con la voglia di arrivare a quel punto di riferimento che ci premia nel caso una buona stella, si ricordi di noi e ci premi con talentuosa ricompensa, per bere nel calice della consolazione auspicata, una soddisfazione

che cresce con il bisogno di dissetarsi di seppellito orgoglio, nel donare ogni frammento di riconoscenza per tutti quelli che sono come noi, dei viaggiatori pensanti!
Fabrizio Villa di Ponte San Pietro

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