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I MILLE USI DELLA LAVANDA

La lavanda era conosciuta già nell’Antico Egitto dove era usata nel processo di mummificazione; nel Medioevo si usava per lavare e disinfettare pavimenti; i Romani ne mettevano rametti nell’acqua dei bagni termali e ne facevano decotti per uso esterno; nell’800 si profumava il bucato con qualche goccia nell’acqua.
È una pianta apprezzata da sempre per i suoi mille usi e per il suo profumo inconfondibile.
Dalle infiorescenze si ricava un olio essenziale ricco di proprietà sedative, antispastiche, antinfiammatorie, con azione sebo-regolatrice e battericida, utile contro l’acne. Diffondere nell’ambiente qualche goccia di olio essenziale di lavanda tramite un brucia-essenze è un ottimo modo per favorire il rilassamento e scongiurare l’emicrania.

Anche la tisana alla lavanda è molto calmante, adatta contro l’insonnia e si rivela anche un valido aiuto contro le infiammazioni respiratorie.
La tradizione insegna anche che strofinare della lavanda o applicare dell’olio essenziale sulle punture degli insetti calma il prurito; non a caso le sue spighe favoriscono la guarigione delle piccole ferite cutanee. La lavanda è una pianta che attira pure farfalle e api.
La coltivazione più famosa di lavanda è in Provenza, ma anche in Italia ci sono piantagioni di lavanda di varie specie, che formano un meraviglioso tappeto violetto il cui profumo così penetrante e piacevole pare irrompere perfino attraverso lo schermo o le fotografie.
La lavanda tollera bene la siccità e le alte temperature, dunque anche in questa estate bollente e secca dovrebbe resistere sia nelle colture che nei nostri giardini. La mia lavanda infatti è meravigliosamente fiorita e regalerà un inebriante profumo anche quest’anno ai miei armadi.

Ornella Olfi

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