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I GIOVANI D’OGGI E LA SCUOLA

Vi ricordate uno dei principi degli Illuministi? Quello che recitava: “ogni educazione è educazione alla libertà e alla dignità umana” e sempre costoro affermavano che il processo educativo si basa sulla libertà che però non deve essere lasciata a sé stessa, ma deve essere guidata da un educatore esterno che indicherà la strada da seguire in maniera autonoma al giovane…

Sono passati secoli da quando questi concetti sono stati espressi, ma sono ancora validi e attuali? Dovrebbero esserlo, credo, ma la scuola attuale soffre di diversi mali e sembra interessarsi a tutt’altro.

Analizziamo assieme le cose, vi va?
La scuola dei giorni nostri sembra fin troppo burocratizzata, tuttavia forse questo è il male minore dato che la scuola cerca, tra le altre cose, di stare al passo con la tecnologia fin, non dico dall’asilo, ma quanto meno dalle elementari.
Credo però che sia una cosa tutta (o per lo più) teorica perché i ragazzi quando escono dalle superiori con il loro bravo diploma oppure dall’università con la laurea sono davvero in grado di entrare con le giuste competenze nel mondo?
Hanno le basi necessarie? Ma non solo per lavorare ma anche per vivere?
Sanno, anzi sappiamo, che non tutto si risolve con un “click” anche se è quello che ci vogliono portare a credere! Basterebbe, magari, iniziare con il dare la possibilità agli inseganti di avere un ruolo più centrale e meno burocratico in quanto questo potrebbe fare davvero la differenza per far si che i ragazzi poi abbiano le giuste basi per affacciarsi non solo sul mondo del lavoro, ma pure alla vita adulta nel modo migliore possibile senza troppi affanni e ansie! Non lo credete anche voi?
Ma partiamo dall’inizio.

Quali sono i ruoli della scuola?
I ruoli della scuola sono sicuramente tanti e io mi limiterò ad analizzarne qualcuno sicura che ne dimenticherò altrettanti e per questo già mi scuso. Il compito della scuola dovrebbe essere quello di far nascere e crescere in ogni ragazzo il meglio di sé e valorizzarlo.
Nel dare le basi ai ragazzi grazie allo studio così da capire cosa sia il bene e il male oppure il giusto e l’ingiusto, ma anche stimolare il senso critico e perché no, autocritico e combattere le ingiustizie per avere un mondo migliore!
La scuola deve pure essere in grado di creare nei giovani un senso di responsabilità, vale a dire far comprendere loro che ogni gesto ha una conseguenza uguale e contraria.
Senza dimenticare che lo studiare quello che è stato fatto dovrebbe servire a non commettere più gli stessi sbagli perché se sbagliare è umano …. perseverare è diabolico ….
Ecco il perché la scuola, secondo me, non dovrebbe solo insegnare a far di conto o una lingua straniera oppure un mestiere, ma dovrebbe essere in grado di creare un mix tra il sapere umanistico/tecnico e i problemi reali del nostro tempo e il modo migliore per affrontarli e risolverli. In quanto la nostra è ormai una comunità mondiale dove quello che succede qua da noi può influenzare una persona dall’altra parte del mondo!

Ricordate il concetto de “l’effetto farfalla” tanto caro ai matematici e ai fisici?
Quello che affermava che “il minimo battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
Sarebbe fondamentale trovare nuovamente a scuola il senso dei problemi del nostro tempo e anche il giusto modo per affrontarli.
Ma come fare? Forse servirebbero dei programmi che non suddividano troppo le varie materie di studio, ma al contrario bisognerebbe insegnare ai ragazzi come unire le varie conoscenze che si acquisiscono sui banchi di scuola perché unendole tra di loro si può avere la risposta ai tanti quesiti della vita.
Forse servirebbe, anche, invogliare i giovani a studiare andando a fare ancora le ricerche in biblioteca a prendere appunti ancora con carta e penna lasciando da parte, almeno per un po’ la tecnologia… ma la mia è solo utopia?
Può darsi che lo sia e che io mi immagini un mondo che non c’è e che non ci sarà più, ma mi auguro che non sia così! Voi cosa ne dite?

Concludo dicendo che io non sono un insegnante, non ho figli tanto meno che vanno a scuola, non odio la categoria dei docenti anzi, al contrario li ammiro anche parecchio per la loro pazienza con i giovani e le loro famiglie però amo guardarmi in giro, magari, mentre sono a spasso con il mio cane e poi “tirare le somme di quello che vedo e sento” …. tutto qua.
Monica Palazzi

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