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I figli erano di tutti…

Vi è mai capitato di passare davanti alle cancellate delle scuole allo scocco di campana delle 13 nell’istante in cui sciami di studenti attraversano cortili imboccando l’uscita con famelico ardore?
Frenesia inquieta prende possesso di animi e corpi, madri affardellate gesticolano frettolose, migliaia le auto in sosta in seconda fila, frastuono di clacson, indelicatezze.
E se un istante ci si sofferma a riflettere, per evitare sovraccarichi di rumori e di corpi, basterebbe fare una breve passeggiata, lasciare il mezzo a casa, forse solo dietro l’angolo, oppure affidare l’incarico ad una mamma, a turno ritirando i piccoli, senza nulla aggiungere, senza nulla togliere all’essere presenti e vigili? Si dice che i figli non siano nostri, in affidamento dati affinché possano ricevere guida ed insegnamento.
Nei tempi di bambini, “i figli” erano di tutti, una volta in strada, ciascuna mamma se ne faceva carico nel bene e nel male conducendo, per mano prendendo i piccoli avviati verso scuola, riprendendo con uno “scappellotto” in caso di marachelle, riferendo, supportando, avvallando.
Oggi sembra che nulla si voglia concedere, serrato debba esser condotto con rapidità fulminea.
Tempo di vacanze questo, di gioco e d’allegria.
Mute le vie, solitari i bambini, trovano piacere e conforto in un videogame, davanti al monitor di un pc, nella solitudine di stanze poco illuminate.
E’ venuto a mancare in loro la capacità di correre a perdifiato per le vie: la magia d’impolverarsi i piedi, di sentire il sudore scorrere rapido sulla schiena. Colpa o causa la società?
Comodo “puntare il dito”, eludere, dare forma all’assenza. Ad un’assenza che ha preso campo nell’intimo di ciascun genitore, mosso da timore forse di mettersi in gioco? Ed è per questo forse, che gli oratori, vanno via via morendo?
Per fortuna funzionano ancora bene i grest, luoghi di aggregazione e di socializzazione… esagerati quelli a giornata intera, comodo di certo per chi lavora, ma forse un poco pesanti per chi, bambino, passa dalla realtà scuola ad ambiente strutturato… dove sono le vacanze?
Il dormire quieti snocciolando sogni fino a mattino inoltrato? Le colazioni lente? Le passeggiate mattutine per chi ha la fortuna di avere ancora i nonni? O i genitori quando permesso?
L’assaporarsi la bellezza di stare a casa propria? Abitazioni ricche, lussuose, dotate di ogni confort, spesso vuote, imposte serrate, aperte a tarda sera .. neppure la luna forse riesce a penetrarvi …
Difficile il mestiere del genitore, fatto di equilibri precari, di rinunce, sfide, proponimenti, passaggi rapidi, affermazioni e dinieghi.
Auguro a tutti i genitori del mondo, di concedere ai nostri figli la capacità di serbare la magia dell’infanzia… sarebbe bello rivedere poche mamme all’uscita della scuola ritirare i piccoli, uno, dieci, venti… e per l’amor di Dio, non attaccati ad una cordicella come cani bastonati ma dando loro la responsabilità, la stessa concessa a noi un tempo, di seguire ritmi e regole della strada e del buon comportamento …

Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste

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