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GIORGIA CARENA: il mondo visto da un obbiettivo

Il mondo lo racconta attraverso l’obbiettivo della sua Nikon, uno sguardo che le ha permesso di trasmettere emozioni, di costruire una vita fra musica e fotografia. Parte del merito lo ha avuto zia Evy, che di lei si fidava a tal punto da lasciarle fra le mani una macchina professionale, il resto lo ha fatto la sua curiosità e il desiderio di crescere come persona prima ancora che come artista. Oggi, Giorgia Carena ha un curriculum che si perde a vista d’occhio, è direttrice artistica e didattica di una scuola di musica e fotografia ed è pronta per lanciare il suo primo singolo.
Immagine e canto si fondono in un unicum in cui è difficile trovare precedenti e alternative. Carisma ne ha da vendere, ma guai a parlare di social: “No social, thanks. Venite a trovarmi, staccate la spina, vi giuro che è possibile. E se venite, vi offro un nescafè e vi faccio vedere le mie stampe”. Un appello tanto sincero quanto accorato. Cresciuta a Intra, oggi è stabilmente in quel di Besnate, nella Provincia di Varese.
Nel 2008 ha fondato con altri quattro musicisti/artisti l’associazione musicale La Stazione della Musica, scuola di musica e fotografia in Besnate. Ma Giorgia Carena rimane, orgogliosamente, una “fotografa” nel senso letterale della professione. Da qualche anno collabora con Nikon School e in cantiere ha un paio di progetti che la porteranno nuovamente sulla cresta dell’onda.
Riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio.
Ho avuto la fortuna da piccola di maneggiare macchine fotografiche professionali, perchè mia zia Evy era una fotografa e si fidava di me. La mia prima vera macchina (dopo la polaroid) è stata una Kodak Instamatic 133, pellicole bianconero, pochissime a disposizione. E’ stato in quegli anni che ho imparato a pensare tanto prima di scattare. Negli anni universitari ho collaborato con un’agenzia investigativa che lavorava nel settore industriale e ho fatto davvero buona pratica!
Fin quando, i casi della vita ti hanno portata oltre Oceano.
Sempre in quegli anni ho vissuto a New York dove sono entrata per la prima volta in contatto con la grande fotografia: Man Ray, Larry Fink, Edward Weston, Ansel Adams, William Klein… Non posso elencarli tutti, ma quello mi ha cambiato la vita. Ah, New York, New York. Al rientro dagli USA ho conosciuto Piero D’Orto, mio maestro e mentore e con lui ho affrontato la prima crescita significativa verso la fotografia artistica. La mia, stavolta. Mi ha insegnato molto, ma soprattutto in quegli anni ho capito cosa volevo fare.
L’inizio è stato… quasi artigianale.
Il mio primo set? Beh, naturalmente casalingo: al centro del set c’era il mio fratellino di 4 anni, che ho truccato e vestito da donna, e che trasformavo in ogni sorta di personaggio. Le fotografie le ho ancora, ma non posso pubblicarle…
Cosa rappresenta per te la fotografia?
La fotografia è il mio linguaggio, è il mezzo con cui mi esprimo e creo un mondo parallelo all’interno del quale le regole le faccio io. È bellissimo, no?
Come procede la tua carriera?
Da 5 anni sono, insieme a Piero D’Orto, direttore artistico del Concorso Fotografico Città di Besnate (http://www.concorsofotograficobesnate.com). Per questa quinta edizione, tuttora in corso, siamo molto orgogliosi di avere il Patrocinio della Provincia, dell’Ufficio Scolastico della Lombardia, e importanti collaborazioni tra cui RETE55, Assessorato alla Cultura di Besnate, Libreria Boragno, insomma un concorso serio e ben strutturato, con un solido futuro.
Nel mentre, la tua fotografia si espande sul territorio.
Ho una mostra in corso a “Il Sestante” di Gallarate, dal titolo “Immagini dal Silenzio” che è giunta alla sua decima o undicesima edizione, che ha chiuso il 7 ottobre. Il progetto Immagini dal Silenzio ha girato tantissimo e mi ha dato veramente tane soddisfazioni. Sono stata a Les Recontres D’Arles, al Fuorisalone di Milano ed è stato anche pubblicato il libro. Adesso però, mentre Immagini dal Silenzio prosegue la sua corsa, io sono al lavoro con un nuovo progetto, che non vedo l’ora di esporre. Top Secret. Sempre esplorazione dell’animo umano comunque.
Tu e il mondo Nikon, come lo giudichi?
Nikon è un mondo meraviglioso, e i ragazzi che ci lavorano sono splendidi, sempre al lavoro per organizzare progetti, presentazioni, didattica. E poi a me la Nikon piace davvero tanto, io ho una DF… guardala: non è bellissima?
I tuoi progetti per il futuro?
Sul piano didattica abbiamo in progetto una Masterclass con Nikon al Regina Palace di Stresa nel mese di novembre, sul boudoir. Sarò pronta in primavera e poi contatterò il mio amico Claudio Argentiero di AFI e credo che il primo spazio dove chiederò di esporre è il loro perché è il mio preferito!
Lasciamo da parte la fotografia. Quali altri elementi sono utili per descriverti?
Da sempre, l’altra grande passione della mia vita è la musica, suono il pianoforte da quando ho 5 anni (in casa mia sono tutti musicisti, mio padre pianista, mia madre cantante e mio nonno trombettista) e ho iniziato a suonare il basso elettrico da adulta. Ma la cosa che più mi ha appassionato in questi ultimi anni è la composizione, scrivo canzoni e a breve uscirà il mio disco, dove mi sono anche cimentata nella difficile arte del canto.
La musica però resta una passione, pura e semplice, che pratico senza vincoli, regole o imposizioni. E’ un’isola deserta dove ci sono solo io, ci vado quando voglio, ci resto quanto voglio e ci faccio ciò che voglio.
SITO INTERNET
www.giorgiacarena.com

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